Quanti animali d’affezione si possono tenere?
(Consiglio di Stato, decisione 12.10.2010 n. 7387 - D.ssa Mariagabriella Corbi)
Consiglio di Stato in sede giurisdizionale (Sezione Quinta) sentenza 7387 depositata 12.10.2010
Nel Comune di Vauda Canadese una coppia, residente e proprietaria della abitazione nonché di 5.000 mq di terreno circostante ove vivevano in compagnia diciassette cani - sette di piccola taglia e dieci di taglia medio-grande, numerosi gatti e un cavallo -, s’è vista recapitare un’ordinanza del Sindaco che intimava l’allontanamento dell’equino, il ridimensionamento del numero dei cani (3) e dei gatti (5), come previsto dal Regolamento comunale per la tutela degli animali. Contro detta ordinanza i coniugi promuovevano ricorso innanzi al Tar del Piemonte, motivandolo che giuridicamente non è stabilito il numero degli animali da accudire e, qualora dovessero sorgere dei problemi, questi vanno valutati in maniera singola. Nel vedersi respinto il ricorso si rivolgevano al Consiglio di Stato. Il Consiglio ha accolto l’appello con la Decisione n. 7387/2010 precisando che “l’amministrazione può discrezionalmente stabilire in base ad una communis opinio il numero massimo di animali che è possibile detenere nelle abitazioni o nelle unità immobiliari, così non è ove trattasi di animali detenuti anche in idonei spazi aperti in relazione ai quali la detenzione personale per motivi di affezione è limitata della legislazione regionale a tutela della pubblica salute e del benessere degli animali stessi, indipendentemente dal numero o dalle specie detenibili.” Le regole nazionali vengono aggiornate anche dalle norme regionali e comunali. Queste regole generali contemplano che:1) siano riconosciuti animali di affezione i cani, i gatti, criceti, uccellini (canarini, cocorite o uccelli più grandi (pappagalli, merli, colombi, tortore, eccetera):2) il numero massimo consentito rispetti le esigenze geografiche territoriali e la densità demografica dei quartieri abitativi, (in determinate aree il numero massimo di animali non devono superare le 15 unità, compresi cuccioli e nidiate stagionali, per nucleo familiare, le coppie degli uccelli imprigionati in gabbia non superiore a cinque e non più di una coppia di animali da pelliccia, al fine di evitare la configurazione di allevamenti veri e propri non autorizzati nel centro abitato);3) non siano detenuti nelle aree condominiali ed in osservanza delle distanze previste dai ricoveri degli animali in possesso dalle altre famiglie (in alcune regioni/provincie/comuni, 5 metri dal confine di proprietà e 10 metri dalle abitazioni vicine);4) siano sempre tenuti in condizione di massima igiene, al fine di non creare fastidio con miasmi e consentendo la proliferazione di mosche, parassiti e topi o affini ai condomini ed ai vicini; la struttura adibita al ricovero deve essere a norma (nel rispetto ambientale) ed il titolare degli animali deve provvedere alla pulizia giornaliera degli spazi privati e dei ricoveri ove essi vivono, (attivando la profilassi igienica/veterinaria contro le malattie o infezioni);5) siano osservate le prescrizioni di conduzione previste in aree pubbliche e mezzi di trasporto privati e pubblici (uso del guinzaglio, museruola, sacchetti e palette adatte per l’asporto degli escrementi);6) siano osservate le ordinanze comunali in caso di allontanamento o di soppressione, per gravi motivi sanitari. Cresce la sensibilità e l'attenzione verso il mondo animale, ma paradossalmente, diminuisce, l'ansia per i diritti umani; forse perché gli animali da compagnia sono oggetto di molteplici interessi di specifiche industrie. La nostra specie "umanizza" sempre più gli animali perché ha perduto l'abitudine alla loro prossimità. E dunque è sempre più sola. Diciamo che il legame uomo-animale può contribuire in modo significativo al benessere umano. In particolar modo il rapporto con i pet (con il termine “pet” s’intendono solitamente i cosiddetti “animali da compagnia”. Tale termine implica un particolare rapporto d’intimità, che s’istaura tra l’uomo e alcune specie domestiche) sembra che contribuisca a prevenire due fonti di disordine emotivo: la solitudine e la frustrazione. La presenza di animali in casa favorisce la sensibilità dei bambini facilita nell'educare al rispetto ed alla cura verso gli altri esseri, per cui i pet divengono un mezzo di contatto con la natura e di equilibrio psico-fisico. Cresce la sensibilità e l'attenzione verso il mondo animale, ma paradossalmente, diminuisce, l'ansia per i diritti umani; forse perché gli animali da compagnia sono oggetto di molteplici interessi di specifiche industrie. La nostra specie "umanizza" sempre più gli animali perché ha perduto l'abitudine alla loro prossimità. E dunque è sempre più sola.
Mariagabriella CORBI
Dottoressa in Scienze dell'educazione - Consulente dell'educazione familiare - Mediatrice Familiare
LaPrevidenza.it, 30/10/2010
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