La fase di accertamento degli abusi e delle violenze sui minori: siamo tutti chiamati ad un atto di responsabilità
(A cura di Valter Marchetti)
Se un tempo la prassi “ omertosa” era quella di negare sempre e comunque i presunti fatti di violenza ed abuso sessuale nei confronti dei minorenni, soprattutto in ambito familiare – parentale, oggi siamo spettatori di un sempre più diffuso atteggiamento nevrotico - compulsivo che tende a sposare la politica dell’allarmismo, dei riflettori a tutti i costi sul presunto colpevole “maniaco” o “pedofilo”.
I fatti di cronaca degli ultimi mesi nonché dei giorni appena trascorsi sembrano purtroppo confermare tutto ciò, lasciando “lettera morta” il principio cui al secondo comma dell’art.27 della Costituzione secondo il quale “ l’imputato non è considerato colpevole sino alla condanna defnitiva “.
Come avvocato, come padre ma soprattutto come uomo che vive tra uomini, sono chiamato ad interrogarmi ed a riflettere su questi fenomeni che, lo si voglia o no, coinvolgono la nostra collettività tutta, nessuno deve ritenersi “ non responsabile ”.
Le nostre case sono sempre più chiuse, asserragliate dietro finestre, grate e portoni blindati, per una accanita e talvolta ingiustificata ed eccessiva difesa verso l’esterno, nei confronti di ipotetici ladri, scassinatori, vandali o violentatori.
Ma non ci accorgiamo che molte violenze ed abusi stanno accadendo proprio...
LaPrevidenza.it, 10/01/2010
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