Attribuzione di reato a mezzo stampa e diffamazione
(Cassazione, Sezione III civile, Sentenza 11.2.2009 n. 3340)
L'illustrazione del motivo è preceduta dalla riproduzione del contenuto dell'articolo giornalistico, dal quale si evince: a) che sulla prima pagina del quotidiano l'occhiello dell'articolo era intitolato: "Bolzano, nella rete dei cravattai sono finiti beni immobili per mezzo miliardo"; b) che il titolo era "Prestiti a usura, in 4 a giudizio" ed il sommario "Gli strozzini avrebbero soffocato un uomo d'affari bolzanino"; c) che l'articolo iniziava con l'assumere che "quattro persone a giudizio con accuse pesanti, legate ad un giro di prestiti ad interessi d'usura e due appartamenti "dissolti", dopo di che si faceva riferimento all'inchiesta giudiziaria, nominando la vittima ed uno dei quattro, ma non la O.; d) che si rinviava, quindi, ad una pagina interna, nella quale l'occhiello recitava: "Quattro persone citate in giudizio dal procuratore Bramante: processo in febbraio", il titolo "Due appartamenti in fumo" ed il sommario "Nel giro di prestiti a usura la vittima è un ragioniere"; e) che l'articolo iniziava, quindi, in grassetto non in colonna, coni il seguente "pezzo": «Quasi una storia infinita. La battaglia legale di un ragioniere caduto in disgrazia ha portato alla luce una nuova vicenda di usura, con ricatti a sei zeri ed appartamenti e beni immobiliari fagocitati nell'arco di poche operazioni che tecnicamente vengono definite "strozzinaggio", etc.»; f) che, nella prosecuzione, si enunciava che "ora sono stati citati in giudizio in quattro" e venivano riportati i nomi, fra cui quello della O., dopo di che si enunciava che "per tutti le accuse formulate dal pubblico ministero Giancarlo Bramante, che ha condotto l'inchiesta, sono pesanti..."; g) che, di seguito, dopo il racconto della vicenda per come indicato dal capo d'imputazione senza alcun riferimento alla persona dell'O., si riferiva che Aldo P. era imputato di usura e appropriazione indebita, nonché in concorso con Mario P. di truffa, ed infine che Marina O. e Giuseppe P. erano imputati di ricettazione per aver acquistato o ricevuto (pur conoscendone la provenienza) uno degli appartamenti legati alla presunta truffa.
LaPrevidenza.it, 27/02/2009
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