Il diritto dei cittadini dell’Unione e dei loro familiari di circolare e soggiornare liberamente nel territorio degli Stati membri
(Nota a Corte di Giustizia, 10 luglio 2008, n. 33/07 - Avv. Daniele Iarussi)
In materia di diritti della personalità e diritti inviolabili, in particolare di diritto dei cittadini dell’Unione e dei loro familiari di circolare e soggiornare liberamente nel territorio degli Stati membri, si segnala C-33/07, la quale osserva, in primo luogo, che i provvedimenti adottati in materia di ordine pubblico o di pubblica sicurezza per essere giustificati devono essere fondati esclusivamente sul comportamento personale del soggetto nei riguardi del quale vengono applicati, mentre giustificazioni estranee al caso individuale o attinenti a ragioni di prevenzione generale non possono essere prese in considerazione. In secondo luogo, C-33/07 precisa che ai sensi degli articoli 18 CE e 27 direttiva 2004/38/CE una normativa nazionale può consentire di limitare il diritto di un cittadino di uno Stato membro di recarsi nel territorio di un altro Stato membro – adducendo che è stato precedentemente rimpatriato da quest’ultimo in quanto vi si trovava in “situazione illegale” – a condizione che il comportamento personale di tale cittadino costituisca una minaccia reale, attuale e sufficientemente grave da pregiudicare un interesse fondamentale della società e che il provvedimento restrittivo che si intende adottare sia idoneo a garantire la realizzazione dell’obiettivo che persegue, non eccedendo quanto sia necessario.
(Daniele Iarussi)
LaPrevidenza.it, 15/12/2008