Affidamento congiunto e criteri per l'assegno di mantenimento
(A cura D.ssa Mariagabriella CORBI)
Il 16 marzo 2006 è entrata in vigore la legge n. 54 che ha modificato il codice civile e il codice di rito in materia di separazione ed affidamento dei figli, istituendo il c.d. affido condiviso.
La nuova legge ,come per la legge di riforma di diritto di famiglia, prima, e per quella sul divorzio, poi, ha sconvolto gli equilibri precedentemente costituiti in materia di crisi della famiglia, materializzando oltre al principio informatore di tutta la disciplina minorile (massima tutela del minore), un altro caposaldo, quello del diritto alla bigenitorialità del minore, in totale applicazione dei principi della Convenzione internazionale di New York del 20 novembre 1989 e ratificata in Italia con la legge n. 176 del 1991 e nella Convenzione europea dei diritti del fanciullo assorbita dalla nostra legislazione nel 2003.
Che ci sia affido esclusivo, o congiunto/condiviso con collocazione della prole presso la madre in Italia pare che un solo genitore sia capace di educare i bambini. L'altro paga, vede spesso violate le sue finestre di visita, è sottoposto agli arbitri dell'ex coniuge (Cassazione 6 luglio 2009, n. 27995, 8 settembre 2009 n. 34838). Nessuno è sfiorato dal dubbio che, a volte, il padre possa costituire l'opzione educativa migliore. Anche pediatri o insegnanti, persone quindi ben competenti sul mondo dei bambini, subiscono il medesimo trattamento. Nei nostri tribunali risulta difficile anche chiedere che venga disposta una CTU, la perizia tecnica che valuta la qualità genitoriale. Ciò che preme sottolineare, non è una difesa corporativa dei papà. Anzi. In Italia siamo funestati dalla piaga della violenza in famiglia, agita quasi sempre dall'uomo nei confronti della donna e dall'uomo nei confronti dei bambini. Le istituzioni devono impegnarsi maggiormente nella tutela dei diritti dei minori, in particolare di quelli coinvolti, loro malgrado, nella separazione dei loro genitori, siano essi legittimi e/o naturali (Cassazione 4 novembre 2009 n. 23411). Fra i diritti da garantire, il principale è il diritto alla bigenitorialità (Cassazione n. 11922 del 22 maggio 2009). I bambini devono continuare ad avere due genitori anche dopo la separazione. Devono poter maturare un rapporto equilibrato con entrambi. Devono poter trascorrere con entrambi tempi idonei a non far loro mai temere di essere stati abbandonati dal genitore escluso. E la recente legge sull'affido condiviso deve essere vissuta proprio come una sfida: quella di due persone non più coniugi, ma genitori degli stessi figli, che devono collaborare, confrontarsi, vivere l'educazione dei propri figli con rispetto reciproco. E' questo il senso della 54 che pochi, sembra, abbiano colto. Rispetto per i bambini, il bene più prezioso presente sulla Terra.
LaPrevidenza.it, 10/12/2009
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