IL TRIBUNALE CONTRO I BAMBOCCIONI
Il Tribunale di Padova ha
accolto la richiesta di una coppia residente nella provincia,
coadiuvata dall’avvocato dell'Adico, di allontanare la figlia
trentottenne dall’abitazione familiare.
Il motivo è stato
la pessima convivenza tra gli anziani genitori e la donna costellata
da conflitti continui. Nel caso specifico il giudice ha applicato
l’articolo 342 bis c.c. in tema di protezione dagli abusi.
342-bis Ordini di protezione conto
gli abusi familiari
Quando la condotta del
coniuge o di un altro convivente è causa di grande pregiudizio
all'integrità fisica o morale ovvero alla libertà
dell'altro coniuge o convivente, il giudice, su istanza di parte, può
adottare con decreto uno o più provvedimenti di cui all'artico
342-ter.
342-ter Contenuto degli ordini di
protezione
Con il decreto di cui
all'articolo 342-bis il giudice ordina al coniuge o al convivente,
che ha tenuto la condotta pregiudizievole, la cessazione della stessa
condotta e dispone all'allontanamento dalla casa famigliare del
coniuge o del convivente che ha tenuto la condotta pregiudizievole
prescrivendoli altresì, ove occorra, di non avvicinarsi ai
luoghi abitualmente frequentati all'istante, ed in particolare al
luogo di lavoro, al domicilio della famiglia di origine, ovvero al
domicilio di altri prossimi congiunti o di altre persone e in
prossimità dei luoghi di istruzione dei figli della coppia,
salvo che questi non debba frequentare i medesimi luoghi per esigenze
di lavoro.
Il giudice può
disporre, altresì, ove occorra l'intervento dei servizi
sociali del territorio o di un centro di mediazione famigliare,
nonché delle associazioni che abbiano come fine statutario il
sostegno e l'accoglienza di donne e minori o di altri soggetti
vittime di abusi e maltrattamenti; il pagamento periodico di un
assegno a favore delle persone conviventi che, per effetto dei
provvedimenti di cui al primo comma, rimangono prive di mezzi
adeguati, fissando modalità e termini i versamento e
prescrivendo, se del caso, che la somma sia versata direttamente
all'avente diritto dal datore di lavoro dell'obbligato, detraendola
dalla retribuzione allo stesso spettante.
Con il medesimo decreto il
giudice, nei casi di cui ai precedenti commi, stabilisce la durata
dell'ordine di protezione, che decorre dal giorno dell'avvenuta
esecuzione dello stesso. Questa non può essere superiore a un
anno e può essere prorogata, su istanza di parte, soltanto se
ricorrano gravi motivi per il tempo strettamente necessario.
Con il medesimo decreto il
giudice determina le modalità di attuazione. Ove sorgano
difficoltà o contestazioni in ordine all'esecuzione, lo stesso
giudice provvede con decreto ad emanare i provvedimenti più
opportuni per l'attuazione, ivi compreso l'ausilio della forza
pubblica e dell'ufficiale sanitario.”
Sempre in tema di
allontanamento nella stessa località veneta altre due famiglie
si sono rivolte alla Magistratura per violenze domestiche
subite dai figli che dimorano ancora nel “nido”. Infatti,
un padre ha chiesto aiuto all'associazione esibendo un certificato
medico che attestava le percosse subite dal figlio 40enne. L’avvocato
civilista Andrea Campo che da anni collabora con l'Adico, ha
esplicitato il disagio delle famiglie: ciondolando il resto del
giorno in casa e creando una situazione di profondo disagio che va
esasperandosi fino a non tollerare più la presenza reciproca.
E’ una realtà
inconfutabile che i giovani italiani sono sempre più vecchi.
Vivere con i propri genitori, a trent’anni suonati, da
eccezione si è trasformata in regola. L’ex Ministro
Padoa Schioppa li aveva goliardicamente definiti «bamboccioni»,
consigliandoli ad uscire dal nido materno. Ai nostri giorni un
altro, Ministro Brunetta, torna sull’argomento,
disquisendo su questa particolare categoria, che sembra che lieviti
giorno dopo giorno. L’Italia si è aggiudicata il record
infatti è il paese europeo con i giovani più vecchi.
Questo secondo alcune fredde statistiche, nel nostro Paese si contano
circa 5 milioni e mezzo gli italiani tra i 18 e i 34 anni che vivono
nella famiglia d’origine (il 69,7% del totale). Ma non è
solo un problema esclusivo dell’Italia. Se in Italia sono
additati come bamboccioni in Francia sono etichettati «Tanguy»,
dall’omonimo film uscito nel 2001, che racconta di un giovane,
Tanguy appunto, che all’età di 28 anni vive ancora con i
genitori. Sinonimo «adulescent», dall’unione dei
terminii «adulte» e «adolescence». In
Germania sono appellati «nesthocker» (uccello che resta
nel nido) oppure «muttersöhnchen», significato
etimologico “mammoni” Più fantasia si riscontra in
Polonia : uno dei singolari è «na garnuszku rodziców»
(nelle tasche dei genitori), per coloro che una volta cresciuti non
hanno imboccato la strada che conduce ad un’attività
lavorativa. In Spagna, dove i bamboccioni sono un numero consistente,
li chiamano «géneracion ni-ni». Tale termine
include la condizione di un ragazzo adulto che oltre a non studiare e
nullafacente vive con i genitori.
(Mariagabriella CORBI)
Dottoressa in Scienze
dell'educazione - Consulente dell'educazione familiare - Mediatrice
Familiare