L'importanza
degli animali d'affezione
Dr.ssa Mariagabriella Corbi
Gli ambientalisti inglesi
sono riusciti ad ottenere una legge per i diritti degli animali.
Cresce la sensibilità e l’attenzione verso il mondo
animale, ma paradossalmente, diminuisce, l’ansia per i diritti
umani; forse perché gli animali da compagnia sono oggetto di
molteplici interessi di specifiche industrie. La nostra specie
“umanizza” sempre più gli animali perché ha
perduto l’abitudine alla loro prossimità. E dunque è
sempre più sola.
Gli animali d’affezione
non sono una specie particolare, tutte le specie sono capaci di
offrire diletto, o meglio, di corrispondere affetto.
Di fatto solo alcune
entrano a far parte della vita dell’uomo e sono diverse nel
tempo e nelle varie civiltà. Elemento ricorrente è il
passaggio da un uso di lavoro a stretto contatto al rapporto di
conoscenza e di affezione, fino, per alcune specie, alla convivenza.
Per le persone anziane,
spesso sole, la compagnia di un animale risulta essere fondamentale:
ancora di più risulta avere un riferimento: il cimitero, dove
recarsi, soprattutto nei momenti di solitudine, per ricordare chi ci
è stato magari l’unico e fedele compagno degli ultimi
anni o ci ha accompagnato per un tratto della nostra vita. Si tratta,
al di là del legame affettivo, anche di opportunità
lavorative per cui diversi Comuni italiani hanno preso in esame la
possibilità di adibire zone per la tumulazione degli “amici
a quattro zampe”.
Si è riscontrato, da studi condotti già negli ultimi
decenni e oggi attestati da più esperienze, che il contatto
con un animale, oltre a fornire un riferimento affettivo
continuativo, è particolarmente idoneo ad agevolare i contatti
inter-personali, stimolando la comunicazione, l’aspetto ludico
e gioioso, divenendo il tramite verso le altre persone.
Diciamo che il legame
uomo-animale può contribuire in modo significativo al
benessere umano. In particolar modo il rapporto con i pet (con il
termine “pet” s’intendono solitamente i cosiddetti
“animali da compagnia”. Tale termine implica un
particolare rapporto d’intimità, che s’istaura tra
l’uomo e alcune specie domestiche) sembra che contribuisca a
prevenire due fonti di disordine emotivo: la solitudine e la
frustrazione.La presenza di animali in casa favorisce la sensibilità
dei bambini facilita nell’educare al rispetto ed alla cura
verso gli altri esseri, per cui i pet divengono un mezzo di contatto
con la natura e di equilibrio psico-fisico.
Il successo dell’animale
in famiglia ha origine dal fatto che questi ricopre funzioni plurime,
vale a dire che con l’animale si può parlare, sfogarsi,
dialogare, giocare, imparare, insegnare, per citare solo le più
usuali nella quotidianità. Di maggiore aiuto si rivela anche
per le persone sole, che trovano nell’animale una fonte di
compagnia e amicizia fidata che, molto difficilmente, troveranno al
di fuori del loro piccolo contesto mono-familiare, mentre, per le
coppie classiche, si garantisce un’escamotage alla ripetitività
quotidiana, assumendo valore veicolare per il dialogo, la
riappacificazione e focalizzazione della propria attenzione verso
l’ascolto.Il dialogo con l’animale, ma più
precisamente col proprio animale familiare, funge da calmante e,
quindi, favorisce una diminuzione della pressione del sangue: tale
dialogo non conosce, infatti, rigide regole sociali, sintattiche e,
soprattutto, sentimenti conflittuali distruttivi.
In particolari condizioni
di stress e di conflittualità può rappresentare un
valido aiuto per pazienti affetti da disturbi comportamentali e di
comunicazione, nello specifico i bambini o gli anziani, ma anche per
chi soffre di alcune forme di disabilità e di ritardo mentale
e per pazienti psichiatrici.
Ipertesi e cardiopatici
possono trarre vantaggio dalla vicinanza di un animale: è
stato, infatti, dimostrato che accarezzare un animale, oltre ad
aumentare la coscienza della propria corporalità, essenziale
nello sviluppo della personalità, agisce anche nella riduzione
della pressione arteriosa e tende a regolarizzare la frequenza
cardiaca.
E’ da sottolineare
“la rilevanza sociale che riveste, per tanti anziani soli, la
compagnia di un animale d’affezione, spesso l’unico
“interlocutore” a tante ore di solitudine, se non di
malattia. In una società che tende sempre più ad
emarginare le “fasce non più produttive”, spesso
la compagnia di un cane o di un gatto per molti rappresenta un
momento di gioia e di affetto”.
Mariagabriella CORBI
Dottoressa in Scienze
dell’educazione - Consulente dell’educazione familiare -
Mediatrice Familiare