AMORE NEGATO
Mariagabriella Corbi
Molti, troppi, sono gli
ostacoli che le persone diversamente abili devono fronteggiare per
soddisfare le necessità erotico/sentimentali a cui tutti
anelano. Il supporto sociale è insufficiente e molto spesso
sostituito dal volontariato. In questa Società attenta e, nel
contempo, frenetica si sottovalutano i disabili che necessitano di un
approccio competente, mirato e multidisciplinare
Le necessità
primordiali e naturali quali: dare un bacio, essere coccolati, non
patire la solitudine, l'esigenza di avere rapporti sessuali non
ammettono distinzioni tra una persona disabile oppure normale. Spesso
si ricorda che l’uomo è prima di tutto un animale e
condivide con questa specie l’istinto a corteggiare il partner,
ad accoppiarsi e riprodursi.
Una persona si considera
portatore di handicap quando, a causa della propria disabilità,
si trovi a svolgere funzioni personali e sociali in situazioni di
svantaggio.
Da ciò ne deriva
che l'handicap è soprattutto un problema contestuale perché,
se si rimuovono gli ostacoli sociali, le persone disabili sono meno
handicappate. Si considerano poi mutilati e invalidi civili i
cittadini affetti da deficit congeniti o acquisiti anche a carattere
progressivo, compresi gli irregolari psichici, le insufficienze
mentali derivanti da difetti sensoriali e funzionali che abbiano
subito una riduzione permanente della capacità lavorativa, non
inferiore a un terzo, o, se minori di 18 anni e ultra
sessantacinquenni, che riscontrino problemi persistenti
nell'assolvere i compiti e le funzioni proprie della loro età.
Le persone diversamente
abili già devono accettare la diversità nel proprio
corpo, ed avere consapevolezza del proprio handicap, fisico, psichico
o sensoriale.
Infatti la difficoltà
maggiore che gli operatori e gli psichiatri incontrano è far
conoscere ed accettare, a queste persone, i limiti e la personalità
ed indurli, mediante una serie di stimoli adeguati al caso, verso una
condizione sociale, economica e sessualmente accettabile.
Per raggiungere
quest'obiettivo necessitano spazi e strutture aperte e libere, scevri
da pregiudizi, ove sia possibile parlare liberamente, incontrarsi,
relazionarsi con altre persone. E' importante il coinvolgimento delle
famiglie per ottimizzare, informare, interagire e risolvere queste
esigenze, le istituzioni; in particolare la scuola, deve assumere un
ruolo fondamentale nell’informazione sessuale dei ragazzi, per
poterla conoscere e comprendere. Prepararli alla propria
indipendenza, sperimentarsi socialmente e non solo in ambito
familiare, delle comunità o delle cooperative. Tramite una
maggiore partecipazione nel mondo circostante si ha l'opportunità
di poter instaurare un rapporto affettivo. Il passaggio dall'incontro
al rapporto affettivo necessita di tempo: bisogna imparare a
conoscersi per eliminare le timidezze e le paure che ciascuno
manifesta quando incontra una persona verso la quale prova attrazione
e con la quale spera di instaurare un rapporto d’amore
completo.
Ma le diversità
che contraddistinguono i disabili sono tante: a loro le situazioni
negano l’appagamento di un istinto naturale. La frustrazione
psicologica che si genera da un desiderio primario non soddisfatto
comporta sentirsi deboli e sconfitti. Ad amplificare la negativa
sensazione ci sono gli stimoli erotici che provengono da tutte le
parti. Ad es. una qualunque pubblicità, televisiva o della
carta stampata, consente di notare quanto si fa leva sulla sessualità
per intrattenere o per vendere. Le immagini dei giornali
traboccano di ragazze prorompenti e di uomini muscolosi. La figura
del disabile, invece, è "ristretta" nella Pubblicità
Progresso.
Parlare di amore tra
disabili è già un argomento particolare, figuriamoci
parlare di sesso! La gioia che genera una carezza, o un atto sessuale
completo, è immensa ed è vitale alla salute mentale. Ma
a volte la solitudine e l'angoscia di chi è disabile e di chi
vive accanto a un disabile non riesce a vedere che l'impossibilità
delle varie soluzioni. È vero, non è semplice, ma è
pericoloso credere che la masturbazione o il sesso a pagamento siano
l’unica alternativa. In alcuni casi, lo sconforto dei familiari
è tale che il genitore, di spontanea volontà, masturba
il figlio: E’ un comportamento che oltre a dare origine a una
grave distorsione relazionale dei ruoli parentali, non risolve il
problema all’origine.
Nella Comunità
Europea, già dai primi anni Ottanta, funzionano degli
“organismi” che offrono servizi di questo genere.
Le associazioni sono
dislocate nei Paesi Bassi, in Germania e nei paesi scandinavi;
l’offerta, per i disabili dei due sessi, inclusi gli
omosessuali, è di prestazioni sessuali e/o di “tenerezza”;
è un “intervento” a pagamento fornito da
assistenti formati appositamente, che si recano a domicilio o negli
istituti. In Olanda, in casi particolari, le prestazioni di questi
operatori sessuali vengono rimborsati dall’Ente per la
Sicurezza Sociale.
Non sono poche le
problematiche che tali servizi generano perché da un lato vi é
la pulsione ad esprimere il potenziale sessuale delle persone
diversamente abili, dall’altro si apre una porta sulla vita
interiore che non si limita solo alla pelle e i genitali, ma anche ad
un groviglio di emozioni, sentimenti e relazioni.
Soluzioni come quelle
descritte in Europa generano polemiche etiche nel mondo religioso,
sociale e culturale. Essendo una realtà se ne dovrebbe parlare
normalmente senza incorrere in giudizi superficiali o condanne
morali. Non serve negare il problema oppure ignorarlo per farlo
sparire. E’ uno dei tanti aspetti che ruotano
intorno alle persone portatrici di handicap ma oltre a superare il
loro problema della sessualità bisogna abbattere i pregiudizi
e le paure: serve un’imput sociale che favorisca le persone a
potersi frequentare senza incorrere nell’umana valutazione su
base della differente abilità. Mariagabriella
CORBI
Dottoressa
in Scienze dell'educazione - Consulente dell'educazione familiare
- Mediatrice Familiare