Il terzo rapporto sulle relazioni industriali in europa
(Commento allo studio sulle relazioni industriali in Europa della Commissione Europea - Avv.Maurizio Danza)
Di fondamentale importanza per l’analisi comparata delle relazioni industriali , lo studio relativo alle relazioni industriali in Europa che da anni viene condotto dalla Commissione Europea. Degno di rilievo appare a tal riguardo, il terzo rapporto della Commissione medesima, finalizzato in modo particolare allo studio dei cambiamenti dovuti alle trasformazioni strutturali ed in maniera più rilevante seguito all’allargamento dell’Unione Europa, con l’ingresso di nuovi 10 paesi. Particolarmente importante il primo capitolo sulle relazioni industriali in Europa che esamina dettagliatamente I modelli e le tendenze delle relazioni industriali nell’Unione Europea a 25 nazioni. Detto studio si basa su taluni indicatori definiti principali : densità e organizzazione dei sindacati dei lavoratori e delle associazioni degli imprenditori; grado di estensione o copertura della contrattazione collettiva; livelli di centralizzazione e coordinamento negoziali; ruolo dei governi e della legislazione del lavoro. Tra le tendenze strutturali indicate, la principale appare il progressivo decentramento delle strutture contrattuali in tutti I paesi negli ultimi due decenni. Secondo il rapporto negli anni ottanta tale processo, visibile in particolare nella contrattazione sugli orari di lavoro, successivamente si è esteso anche alle retribuzioni a causa del mutato contesto esterno delle relazioni industriali . Così, mentre nei paesi dell’Unione Europea a 15, caratterizzati nel trentennio 1945-75 dalla prevalenza del contratto di categoria, il decentramento si esprime oggi nel maggiore spazio riservato alla contrattazione aziendale e la sfida è quella di trovare...
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LaPrevidenza.it, 26/05/2008
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