Il trasferimento del personale non dirigente e il passaggio del dirigente ad altro incarico nella Legge n. 148 del 14 settembre 2011
(Maurizio Danza - Arbitro Pubblico Impiego)
E’ senza dubbio provvedimento di particolare importanza nel nuovo quadro di evoluzione del pubblico impiego la legge n.148 del 14 settembre 2011 (di conversione del D.L. 13 agosto 2011 n.138 ulteriori misure urgenti per la stabilizzazione finanziaria e per lo sviluppo), incidendo su materie di particolare interesse nel mondo del lavoro. L’art.1 c.3 esprime la preoccupazione del legislatore in riferimento al tema della riduzione della spesa pubblica: a tal proposito la disposizione che obbliga in primis le pubbliche amministrazioni, sia per dirigenti che per personale non dirigente, ad apportare, previa rideterminazione delle dotazioni organiche del personale, entro il 31 marzo 2012, un'ulteriore riduzione degli uffici dirigenziali di livello non generale e delle relative dotazioni organiche, in misura non inferiore al 10 % ad esclusione di quelle degli enti di ricerca. Tale obiettivo imposto dalla norma è, peraltro, rafforzato con l’introduzione, al c.4, del divieto di assunzioni in mancanza di riduzione di organici[1] .Quanto alle disposizioni specifiche riferite al rapporto di lavoro di particolare rilevanza in merito al personale non dirigente, la novità introdotta al c.29 dell’art 1 che sostanzialmente disciplina un vero e proprio trasferimento dei dipendenti pubblici pur se la norma utilizza il termine di ” spostamento del luogo di effettuazione della prestazione per i dipendenti delle amministrazioni pubbliche...
LaPrevidenza.it, 08/06/2012