Esame avvocato. Schemi e appunti di diritto ecclesiastico
(Preparazione all'esame di avvocato a cura del Dott. Daniele Vaccari)
FESTIVITÀ RELIGIOSE E RIPOSO SETTIMANALE
Per il principio di laicità lo Stato non può non prendere in considerazione il discorso relativo alle diverse festività contemplate dalle vaie confessioni religiose. Da ricordare l’art 6 dell’Accordo di Villa Madama che riconosce come giorni festivi tutte le domeniche e quei giorni determinati dalle diverse Intese fra le parti.
L’elenco delle diverse festività cattoliche è ora previsto dal DPR 792/1985, per il quale le diverse festività cattoliche diventano festività civili con tutto quello che comporta a livello giuridico.
Per quanto riguarda, invece, le alte confessioni religiose si è provvisto attraverso il sistema delle Intese. Esempio: art 4 Legge 101/1989 (Intesa Stato – Comunità Ebraiche) riconosce il sabato quale giorno festivo, sebbene con modalità diverse dalla domenica. Sulla base di tali norme, i soggetti aderenti a quella confessionale religiosa, qualunque lavoro svolgano, avranno diritto del giorno di riposo .
Al contrario delle festività cattoliche che rientrano nel calendario annuale e quindi considerate festività civili, le norme introdotto dalle Intese hanno natura speciale per cui non possono portare modifiche al calendario comune.
SIMBOLI RELIGIOSI
L’esposizione in pubblico dei simboli religiosi (in modo particolare del crocifisso) riguarda il problema dell’immunità da ogni forma di coercizione in materia religiosa.
L’esposizione dei crocifissi negli edifici pubblici è regolata è regolata da un sistema di norme in vigore già da prima della Costituzione. Per questo motivo parte della dottrina, alla luce dei nuovi principi della Costituzione, ha ipotizzato l’implicita abrogazione di tali norme. In particolare:
alcuni hanno messo in evidenza che l’esposizione del crocefisso in modo specifico nelle scuole lede la libertà di coloro che hanno convinzioni religiose diverse altri hanno richiamato il principio della laicità dello Stato che dovrebbe imporre una certa “precauzione” nell’esercizio dell’attività della pubblica amministrazione evitando quindi comportamenti anche solo potenzialmente lesivi della libertà, in questo caso, di coscienza l’esposizione del crocifisso nelle aule scolastiche, per alcuni, contrasta con il diritto alla libera formazione della coscienza del minore. A proposito di questo tema occorre tener presente...
LaPrevidenza.it, 21/09/2009
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