Il pedofilo: mostro, criminale o malato?
(Articolo della Dott.ssa Cesira Cruciani)
La parola pedofilo deriva dal greco paidophilia, ossia l'amore (philia) verso il fanciullo (paidos). Non é pleonastico evidenziare che il fenomeno era ben noto nell'antichità e, a secondo le epoche, talvolta tollerato seppur con qualche limitazione. Nella Grecia antica, per esempio, erano consentiti i rapporti con giovani di età superiore agli anni dodici. E' necessario evidenziare che il termine pedofilia, nel linguaggio corrente, viene usato per indicare anche altre parafilie simili a questa, quale la pederastia ed il fenomeno dell'incesto, che in verità, pur essendo in rapporto da genus ad speciem, sono in realtà un qualcosa di ben diverso.
Nel 1886 lo psichiatra viennese Richard Von Krafth-Ebing definì la pedofilia "l'interesse sessuale indirizzato esclusivamente ai bimbi prepuberi o preadolescenti", in epoca dunque precedente allo sviluppo sessuale. La differenza tra il pedofilo ed il pederasta sta proprio in questo, il secondo é invece attratto da soggetti di sesso maschile e/o femminile minorenni, che però sono sessualmente sviluppati. Il fenomeno dell'incesto si ha invece quando vi é un rapporto di stretta parentela tra il minore o la minore "abusato/a" e l'abusatore. La ricorrenza di un'ipotesi incestuosa, sia pure con le dovute differenze, può presupporre un rapporto pedofilo o pederasta a seconda i casi. Questa preliminare distinzione piuttosto chiara sulla carta, ma.....
LaPrevidenza.it, 23/06/2008
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