Lotta all'evasione fiscale
(d.ssa Mariagabriella Corbi)
Nuove strategie nella lotta all'evasione fiscale. Sono stati resi noti, alla commissione parlamentare sull'anagrafe tributaria del Comando generale della Gdf sul federalismo fiscale, i risultati ottenuti dalle Fiamme Gialle nelle attività antievasione 2009, che ha fatto emergere valori per oltre 62 miliardi di euro (33,6 nelle imposte dirette, 22,8 nell'Irap e 6 nell'Iva)
«Le differenze principali fra Nord e Sud – hanno aggiunto i dirigenti delle Fiamme gialle – sono essenzialmente riconducibili al diverso tessuto economico e produttivo», su di una base che «per esempio le imprese di più rilevanti dimensioni, con un volume d'affari di almeno 200 milioni di euro, sono per il 78% concentrate nelle regioni settentrionali».
Dalla tipologia di tassa come obiettivo viene attuata una serie di attività mirate come per esempio l'analisi per "fasce"; nel caso di imposte dirette e Irap, sono emerse dal controllo effettuato a soggetti con volume d'affari al di sopra dei 25 milioni, mentre nell'Iva anche soggetti con capacità reddituale inferiore.
Grande importanza riveste la voce “lotta all’evasione” nella manovra 2010.
Sono previsti, infatti, più controlli e più misure di osservazione per i soggetti a “rischio”. Entrano nel mirino coloro che dichiarano, sistematicamente - perdite di esercizio, ma anche quelli predisposti a chiusure e riaperture di attività nell’anno. Dal gennaio 2011 è prevista una procedura che provvederà al controllo delle dichiarazioni; in maniera più capillare sarà l’attenzione sulle rettifiche di ciascun soggetto che partecipa al consolidato, saranno “accertate” con un solo documento, notificato sia alla consolidante sia alla consolidata. In esso verrà calcolato la maggiore imposta accertata inerente al reddito complessivo globale del consolidato, e le relative sanzioni. Si ricorda la ritenuta del 10% che banche o poste dovranno applicare a titolo di acconto sui bonifici effettuati per le ristrutturazione edili e per il risparmio energetico a favore dei soggetti che eseguono questi interventi.
Agenzia delle Entrate-Comuni: il patto antievasione
In soli tre mesi hanno accertato 3,6 milioni di euro di maggiori imposte. Questa è la sinergia tra Agenzia delle Entrate e Comuni dopo protocollo d'intesa firmato il 12 novembre 2009 per una stretta collaborazione nella lotta all’evasione. Scopo: l’avvio di un’indagine capillare catastale legata agli immobili per scovare quelli che, pur risultando agricoli, non lo sono di fatto. In base al decreto legge n. 112/08 poi convertito nella legge 133/08 è previsto (art. 83) che, grazie all’accordo tra Agenzia delle Entrate e comuni, il 30 per cento del ricavato dalla lotta all’evasione sia appannaggio delle casse comunali.
Sono 300 i Comuni che finora hanno aderito al protocollo d’intesa al programma anti evasione, è scritto sulla Gazzetta degli enti locali. Gran parte di essi sono del centro nord, tra cui Bologna, Roma e Torino. In testa alla classifica delle regioni troviamo l'Emilia Romagna, seguita dalla Lombardia, dalla Toscana, dal Piemonte, dal Veneto, dal Friuli Venezia Giulia, dalle Marche e dal Lazio. Un grande percentuale (93 per cento) delle segnalazioni perviene dai comuni del Nord, il 4 per cento da quelli del Centro e il 3 per cento dal Sud e dalle Isole. Altre 2.812 verifiche sono in atto da parte dell'Agenzia delle Entrate. Sembrerebbe che oltre 2mila segnalazioni (2.264) riguardano le proprietà edilizie e del patrimonio immobiliare, 564 i beni indicanti capacità contributiva, 167 il commercio e le professioni, 137 l'urbanistica e il territorio e 84 segnalazioni fanno riferimento alle residenze fiscali all'estero. Oltre 2,4 milioni sono le imposte accertate nei settori dell'urbanistica e del territorio. Tramite Siatel (portale informatico ) l'Agenzia mette a disposizione dei Comuni le relative informazioni delle dichiarazione dei redditi, registrazioni di atti, ristrutturazioni edilizie e utenze. Dall'incrocio di questi dati con quelli in loro possesso e alla conoscenza del territorio, i Comuni possono individuare situazioni fiscalmente anomale, accertare e spedire telematicamente ulteriori ragguagli all'ufficio delle Entrate predisposto all'accertamento.
Mariagabriella CORBI
Dottoressa in Scienze dell'educazione - Consulente dell'educazione familiare - Mediatrice Familiare
LaPrevidenza.it, 06/06/2010