TRIBUNALE AMMINISTRATIVO REGIONALE PER LA PUGLIALecce Sezione II


Sentenza 29 agosto 2008 n. 2436


Il ricorrente è docente per la disciplina di concorso A076, in servizio presso l'istituto d'Istruzione Superiore (omissis).


Con il ricorso all'esame, il medesimo con istanza del 13 marzo 2008 ha richiesto al Dirigente dell'Istituto l'accesso ai documenti a corredo della posizione della docente F.A., riportata al n.4 d'ordine della graduatoria per la inidividuazione dei docenti soprannumerari per l'anno scolastico 2008-2009 col segno “#”, il quale contraddistingue il collocamento fuori graduatoria per i portatori di posizione privilegiata in virtù della L.104-1992.


Avverso il provvedimento con il quale il Dirigente Scolastico ha omesso di pronunciarsi sulla citata istanza ostensiva, è insorto il ricorrente con il ricorso all'esame deducendo i seguenti motivi di gravame:


VIOLAZIONE E FALSA APPLICAZIONE DEGLI ARTT. 22 E SEGG. DELLA L. N.241 DEL 1990 E DELL'ART.2 DEL DPR N.352 DEL 1952.VIOLAZIONE DELL'ART.24 DELLA COSTITUZIONE.


Con atto formale del 26 maggio 2008 si è costituita in giudizio l'Avvocatura Distrettuale dello Stato.


A seguito della proposizione del ricorso l'Amm.ne scolastica ha depositato documentazione inerente la posizione della controinteressata ed, in particolare certificato medico del 28.1.2008 dell'ASL con il quale si attesta la patologia del sig. L.F. (padre dell'insegnante A.).


Tuttavia il ricorrente ritiene che la documentazione prodotta non sia esaustiva, non risultando compresa la copia della domanda di riconoscimento d'invalidità civile presentata alla Commissione medica dell'ASL da parte della beneficiaria citata.


Peraltro, l'Amm.ne intimata non ha precisato quali siano i documenti in suo possesso, né ha rilevato di aver soddisfatto la pretesa del ricorrente.


Il ricorso è fondato e merita accoglimento, per le ragioni appresso indicate.


Com'è noto l'art. 25 della legge 7.8.1990 nr. 241 ha introdotto una nuova ipotesi di giurisdizione esclusiva del G.A., con uno speciale rito abbreviato, per la tutela del diritto di accesso ai documenti amministrativi il quale , anche a seguito delle recenti modifiche introdotte al testo originario della L. n. 241/1990 (L. n. 15/2005 e L. n. 80/2005), è esercitabile con le seguenti modalità:


- nel caso in cui l'accesso riguardi documenti contenenti dati sensibili riferiti a soggetti terzi, questi ultimi devono essere evocati in giudizio e l'accesso può essere negato laddove si ritenga prevalente il diritto alla riservatezza (art. 24, comma 6, let. d) della L. n. 241/1990);


- l'accesso, però, deve essere in ogni caso consentito (con opportune cautele) quando la visione della documentazione è necessaria per curare o per difendere i propri interessi giuridici (art. 24, comma 7, della L. n. 241/1990);


- quando, infine , non sussiste alcun problema di segretezza della documentazione e/o di tutela della riservatezza, l'accesso deve essere sempre consentito.


Una ricca ed articolata elaborazione giurisprudenziale, superate le problematiche iniziali legate all'azionabilità della tutela in pendenza dell'emanazione del regolamento di cui all'art. 24 comma secondo della legge (D.P.R. 27.6.1992 nr. 352), ha ormai precisato, con sufficiente chiarezza, natura giuridica, contenuto e limiti del diritto di accesso.


Escluso che esso si configuri come una sorta di azione popolare (C.d.S., Sez. VI, 27.3.1992 nr. 193; id., 30.10.1993 nr. 783; id., Sez. IV, 26.11.1993 nr. 1036 e, più di recente, C.d.S., Sez. IV, 3.2.1996 nr. 98; id., 4.7.1996 nr. 820), è stato superato l'iniziale orientamento (C.d.S., Sez. VI, nr. 193/1993, citata) teso a considerare il diritto di accesso come una posizione giuridica soggettiva strumentale necessariamente correlata ad un sottostante diritto soggettivo o interesse legittimo (C.d.S., Sez. VI, nr. 783/1993, citata; T.A.R. Sicilia, Catania, 3.4.1992 nr. 209; T.A.R. lazio , Roma, Sez. II, 18.9.1993 nr. 1073), riconoscendosi la sufficienza che l'interesse all'accesso sia personale e concreto, serio e non emulativo, e affermandosi l'irrilevanza della connessione ad una lesione attuale della posizione giuridica alla cui tutela è orientato l'accesso (C.d.S., Sez. IV, 3.2.1996 nr. 98; id., 11.1.1994 nr. 8 e 21 e Sez. V, 8.2.1994 nr. 78).


Più controversa è stata la definizione della natura giuridica del diritto d'accesso, inizialmente qualificato soltanto in senso negativo (esclusione della sua configurazione come diritto civico in relazione alla negazione della riferibilità della tutela ad un'azione popolare) o strumentale, quindi identificato come vero e proprio diritto soggettivo (T.A.R. lombardia , Brescia, 6.11.1992 nr. 1198; T.A.R. Lazio, Roma, Sez. II, 17.3.1993 nr. 311) e in specie come diritto all'informazione, orientato anche ad assicurare la trasparenza e l'imparzialità dell'attività amministrativa (C.d.S., Sez. IV, 7.3.1994 nr. 216 e 20.9.1994 nr. 728; T.A.R. Liguria, 3.12.1992 nr. 478), ancorché, più di recente ed autorevolmente (C.d.S., Ad. Plen., 4.2.1997 nr. 4), ricondotto ad una prospettiva più ampia di quella inerente alla mera conoscibilità degli atti e documenti amministrativi con la sottolineatura della sua coerenza ad un modello nuovo di organizzazione amministrativa “...ispirata al principio di pubblicità...” in contrapposizione al previgente sistema di segretezza (o riservatezza) dell'attività amministrativa (a tale prospettiva, secondo la quale il diritto di accesso si risolve anche in una forma di controllo “diffuso” ed esterno dell'attività amministrativa, si riconduce la sua definizione come potere di azione correlato al controllo giudiziale della legittimità dell'azione amministrativa offerta da T.A.R. Lombardia, Milano, 11.1.1993 nr. 13).


In ogni caso, la puntuale disciplina normativa dei presupposti di esercizio della posizione giuridica e dei casi di esclusione e di differimento escludono, con ogni evidenza, che l'Amministrazione disponga di una qualsivoglia sfera di apprezzamento discrezionale, dovendo l'Amministrazione limitarsi a consentire l'esame del documento e l'estrazione di copia purché l'interessato lo giustifichi in relazione alla prospettazione di un interesse conoscitivo personale specifico e concreto e salva la sussistenza dei presupposti oggettivi che escludono l'accesso (art. 24 comma secondo lett. a), b) e c) legge nr. 241/1990 e art. 8 commi secondo e quinto lett. a), b), c), d) D.P.R. nr. 352/1992) o ne consentono il differimento.


Il Collegio ritiene fondate le argomentazioni contenute nel ricorso introduttivo, risultando il sig. D. titolare di un interesse personale e concreto all'ottenimento di copia dei documenti richiesti con l'istanza del 13.3.2008 non sussistendo valide ragioni giustificative del silenzio opposto dall'Amm..ne intimata all'istanza ostensiva.


Va pertanto affermata l'illegittimità del diniego opposto dall'Amministrazione intimata alla richiesta di accesso del ricorrente, e conseguentemente ordinato alla stessa di esibire i documenti oggetto della richiesta del 13.3.2008, entro il termine di gg.30 dalla comunicazione e/o notificazione del presente provvedimento.


Sussistono giustificati motivi (fra cui il parziale adempimento della P.A.intimata) per compensare le spese di giudizio.


P.Q.M


Il Tribunale Amministrativo Regionale per la Puglia – Seconda Sezione di Lecce accoglie il ricorso indicato .


Spese compensate.


Ordina che la presente sentenza sia eseguita dall'Autorità Amministrativa


Così deciso in Lecce, nella Camera di Consiglio del 19 giugno 2008.


Pubblicata il 29 agosto 2008.