Mutuo per costruzione e/o ristrutturazione abitazione principale

 

L’articolo 3, comma 1, della legge 27 dicembre 1997, n. 449, recante “Misure per la stabilizzazione della finanza pubblica” ha disposto l’inserimento del comma 1-ter nell’art. 13-bis (oggi art. 15) del Tuir approvato con D.P.R. 22 dicembre 1986, n. 917. In base a detta disposizione ai fini dell’imposta sul reddito delle persone fisiche, si detrae dall’imposta lorda, e fino alla concorrenza del suo ammontare, un importo pari al 19 per cento dell’ammontare complessivo non superiore a euro 2.582,28. Deve trattarsi di oneri sostenuti per interessi passivi e relativi oneri accessori, nonché per quote di rivalutazione dipendenti da clausole di indicizzazione pagati a soggetti residenti nel territorio dello Stato o di uno Stato membro dell’Unione Europea, ovvero a stabili organizzazioni nel territorio dello Stato di soggetti non residenti, in dipendenza di mutui contratti a partire dal 1° gennaio 1998 e garantiti da ipoteca, per la costruzione dell’unità immobiliare da adibire ad abitazione principale. Per abitazione principale si intende quella nella quale il contribuente o i suoi familiari dimorano abitualmente. A tal fine rilevano le risultanze dei registri anagrafici o l’autocertificazione effettuata ai sensi del D.P.R. 28 dicembre 2000, n. 445, con la quale il contribuente può attestare anche che dimora abitualmente in luogo diverso da quello indicato nei registri anagrafici.

 

Per costruzione di unità immobiliare si intendono tutti gli interventi realizzati in conformità al provvedimento di abilitazione comunale che autorizzi una nuova costruzione, compresi gli interventi di ristrutturazione edilizia di cui all’art. 31, comma 1, lett. d), della L. 5 agosto 1978, n. 457.

 

Per poter usufruire della detrazione in questione è necessario che vengano rispettate le seguenti condizioni:

 

-        l’unità immobiliare che si costruisce deve essere quella nella quale il contribuente o i suoi familiari intendono dimorare abitualmente;

 

-        il mutuo deve essere stipulato non oltre sei mesi, antecedenti o successivi, alla data di inizio dei lavori di costruzione;

 

-        l’immobile deve essere adibito ad abitazione principale entro sei mesi dal termine dei lavori di costruzione;

 

-        il contratto di mutuo deve essere stipulato dal soggetto che avrà il possesso dell’unità immobiliare a titolo di proprietà o di altro diritto reale.

 

 

 

 

 

Attenzione:

 

La detrazione si applica unicamente con riferimento agli interessi e relativi oneri accessori nonché alle quote di rivalutazione derivanti da contratti di mutuo ipotecari stipulati ai sensi dell’art. 1813 del c.c., dal 1° gennaio 1998 e limitatamente all’ammontare di essi riguardante l’importo del mutuo effettivamente utilizzato in ciascun anno per la costruzione dell’immobile.

In caso di contitolarità del contratto di mutuo o di più contratti di mutuo, il limite di euro 2.582,28, si riferisce all’ammontare complessivo degli interessi, oneri accessori e quote di rivalutazione sostenuti.

 

 

Leasing immobiliare per acquisto e/o ristrutturazione di fabbricato ad uso ufficio (accatastato uso ufficio)

 

La deduzione avviene non personalmente come nel caso sopra esposto, ma in contabilità per l’intero importo degli interessi passivi sostenuti (non opera il limite dei 2.582,28 euro).

 

L’immobile, effettivamente destinato ad uso ufficio e così accatastato, viene ammortizzato in un periodo minimo di 15 anni.

 

La convenienza alla stipula di un contratto di leasing è individuabile nel periodo di ammortamento che è la metà di quello previsto nel caso di acquisto tramite mutuo.

 

 

Conclusioni

 

         Nel caso si tratti di ristrutturazione dell’abitazione principale non è conveniente procedere ad un contratto di leasing, poiché il costo è più elevato dell’ipotesi mutuo ipotecario e perché solo in quest’ultima situazione si godrà di un beneficio, consistente nella detrazione del 19% sull’ammontare degli interessi passivi, da indicare nel quadro RP dell’Unico personale  (ex 740).

 

         Nel caso si tratti di ristrutturazione di immobile adibito ad uso ufficio a tutti gli effetti (compreso l’accatastamento in Comune) è conveniente procedere con contratto di leasing immobiliare poiché il valore dello stesso sarà ammortizzabile in un periodo non inferiore a 15 anni e perché gli interessi passivi saranno deducibili interamente quale costo d’esercizio.

 

 

dott. Gabriele Turelli