INPDAP

DIREZIONE CENTRALE ENTRATE - UFFICIO I

Gestione del rapporto - contributivo e contenzioso


Roma, Nota operativa 22 dicembre 2009 n. 19


Enti pubblici privatizzati – Ricongiunzione in INPDAP della contribuzione figurativa per i lavoratori posti in CIG e CIGS.


1. Premessa

L’articolo 5, comma 1, della legge 8 agosto 1991, n. 274, prevede alla lettera b), l’esercizio della facoltà di opzione per il mantenimento dell’iscrizione alle Casse Pensioni, oggi confluite in INPDAP, per i dipendenti degli enti pubblici e delle aziende municipalizzate che transitano a società

private per effetto di norme di legge, di regolamento o convenzione, le quali attribuiscono alle stesse società le funzioni già esercitate dai predetti enti pubblici ed aziende.

L’opzione per il mantenimento del rapporto previdenziale già esistente, una volta esercitata nei previsti termini di legge, è irrevocabile e non più esercitabile in occasione di successivi e funzionali trasferimenti d’azienda.

Le nascenti S.p.A. qualora siano a partecipazione azionaria privata o mista, hanno l’obbligo di versare all’INPS la contribuzione per le assicurazioni c.d. minori, quali, ad esempio, per la disoccupazione, la mobilità ed, in particolare, per i fini che qui rilevano, per la cassa integrazione guadagni ordinaria e straordinaria (CIG e CIGS). Ciò in virtù della loro appartenenza al settore industriale, al fine di garantire, in un regime di libero mercato, la tutela più ampia possibile ai lavoratori esposti al rischio d’impresa e all’instabilità del rapporto di lavoro (cfr. per inciso, che le stesse S.p.A., se a partecipazione azionaria interamente pubblica sono, invece, esonerate dal versamento delle contribuzioni CIG e CIGS in applicazione dell’articolo 3 del decreto legislativo n. 869 del 12 agosto 1947).

In ragione del predetto obbligo contributivo, il personale iscritto ad INPDAP per opzione, dipendente da aziende a partecipazione azionaria privata o mista, ha diritto a percepire, così come il restante personale iscritto ad INPS, l’integrazione salariale di cui alla cassa integrazione guadagni, per i relativi periodi di attivazione.

Tale riconoscimento, sul quale a più riprese si è positivamente espresso il Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali, anche in sede di Conferenza dei servizi con gli Enti previdenziali interessati (cfr. INPS ed INPDAP), si aggiunge a quello riguardante il diritto all’indennità di mobilità, per la quale già sono state fornite da questo Istituto disposizioni circa la valorizzazione in sede pensionistica dei relativi periodi di percezione, sulla base delle intese raggiunte in sede ministeriale.

Difatti, l’INPS, con circolare n. 86 del 26 aprile 2002, e successivamente l’INPDAP, con circolare n. 9 del 11 maggio 2009, hanno riconosciuto per i lavoratori di cui trattasi, ma limitatamente ai soli periodi di mobilità, il diritto all’accredito figurativo in INPS e la valutazione in INPDAP, ai fini del trattamento di quiescenza, degli stessi periodi, in applicazione della procedura prevista dall’art. 6 della legge n. 29/1979. Ciò nell’intento di garantire l’unicità della posizione previdenziale dei lavoratori in INPDAP, in aderenza all’attuale evoluzione della legislazione previdenziale, la quale, attraverso il coordinamento delle norme vigenti (cfr. in particolare, la legge 2 aprile 1958, n. 322, la legge n. 274/1991, il decreto legislativo 30 aprile 1997, n. 184), si pone come obiettivo la continuità del rapporto assicurativo e la salvaguardia dello stesso nelle forme pensionistiche del settore pubblico.

Tanto premesso, nel rispetto degli impegni assunti e confermati da ultimo in sede di Conferenza di servizi del 24 marzo 2009, la tutela accordata da questa Gestione per i periodi di mobilità si intende estesa anche ai periodi di CIG e CIGS.

Giova precisare, al riguardo, che la normativa riferita all’INPDAP non prevede, a favore dei lavoratori iscritti, un accredito figurativo dei contributi riferito a periodi di mobilità o di cassa integrazione. Tale riconoscimento è invece previsto dall’INPS per gli iscritti, con onere a carico della gestione prestazioni temporanee di cui all’articolo 37 della legge 9 marzo 1989, n. 88.


2. Diritto all’accredito figurativo presso l’INPS dei periodi di cassa integrazione. Loro valutabilità in INPDAP.

Nell’intento di dare attuazione alle direttive ministeriali, si rappresenta, quindi, che i lavoratori che abbiano esercitato la facoltà di opzione prevista dal già citato art. 5 della legge n. 274/1991, posti in cassa integrazione da un’azienda ex-municipalizzata trasformata in S.p.A. e percettori dei relativi

trattamenti di sostegno al reddito a carico dell’INPS, hanno diritto, presso la stessa Gestione, per i periodi di CIG e CIGS usufruiti, alla contribuzione figurativa per l’Assicurazione Generale Obbligatoria.

Tale accredito avviene d’ufficio, prescindendo da una preesistente posizione assicurativa nell’A.G.O. e dal requisito contributivo IVS e senza alcuna domanda da parte del lavoratore, sulla base della previsione di cui all’articolo 7, comma 9, della legge 12 luglio 1991, n. 223, secondo la quale i periodi di godimento della cassa integrazione guadagni, sia ordinaria che straordinaria ed in deroga, sono riconosciuti utili ai fini del diritto e della misura della pensione.

In analogia a quanto già previsto per i periodi di mobilità, al fine della tutela dei periodi di CIG e CIGS, la contribuzione figurativa va ricongiunta d’ufficio presso questa Gestione secondo la procedura prevista dall’articolo 6 della legge 7 febbraio 1979, n. 29, al fine di erogare un unico trattamento pensionistico.

Più dettagliate indicazioni in merito al trasferimento dei contributi figurativi verranno fornite non appena le relative modalità operative verranno concordate con l’INPS.

Per tutto quanto detto nelle premesse, le indicazioni sopra fornite, relative alla valutabilità in INPDAP – tramite ricongiunzione – della contribuzione figurativa a seguito di periodi di CIG e CIGS sono da estendersi anche a quella che deriva dai c.d. contratti di solidarietà – sia di tipo difensivo che espansivo - di cui alla legge istitutiva del 19 dicembre 1984, n. 863, e successiva legge di integrazione n. 236/1993.


3. Modalità di liquidazione del trattamento pensionistico.

Nei confronti del personale individuato in oggetto, la Sede territoriale o provinciale dell’Inpdap, ricevuta la domanda volta al riconoscimento di un trattamento pensionistico, dovrà prioritariamente verificare la sussistenza dei requisiti contributivi e anagrafici richiesti dalla normativa vigente all’atto dell’istanza; a tal fine andrà considerato utile anche il periodo di accredito figurativo inerente il periodo di CIG o CIGS, da certificare con apposita autodichiarazione da parte dell’interessato.

Verificata la sussistenza dei requisiti anagrafici e contributivi prescritti, la Sede Inpdap è tenuta ad effettuare l’apposita istruttoria all’Inps per l’acquisizione degli elementi necessari alla definizione della ricongiunzione ex art. 6 legge n. 29/1979 nonché, nel caso in cui l’interessato continui a

percepire l’assegno per cassa integrazione o l’integrazione salariale per cassa integrazione, comunicare allo stesso Istituto il perfezionamento del diritto a pensione e la data di decorrenza del relativo trattamento secondo le disposizioni normative vigenti.

Per procedere alla liquidazione della pensione occorre tenere presente quanto segue:

- per la quota A) viene presa in considerazione la retribuzione contributiva annua alla data di collocamento in cassa integrazione sia ordinaria che straordinaria così come certificata nella posizione assicurativa dell’iscritto con riferimento ai soli emolumenti valutabili in relazione alla Cassa d’iscrizione dell’interessato (senza, pertanto, l’importo dell’assegno d’integrazione salariale relativo alla CIG o CIGS).

La retribuzione deve essere rivalutata fino alla data di decorrenza della pensione utilizzando le allegate tabelle, in vigore nel regime generale INPS, in relazione ai rispettivi anni di decorrenza.

Esempio: Imponibile anno 2007 (anno di collocamento in mobilità); decorrenza pensione anno 2009: coefficiente di rivalutazione 1,0323.

Nell’esempio considerato la retribuzione rivalutata sarà data dal prodotto tra l’imponibile per l’anno 2007 e il coefficiente di rivalutazione relativo all’anno di decorrenza della pensione (2009) pari a 1,0323.

- per la quota B) viene presa a base la media delle retribuzioni annue percepite nel periodo di riferimento fino alla data di decorrenza della pensione, rivalutate secondo le modalità indicate dall’articolo 7 del decreto legislativo n. 503/1992, comprensive degli emolumenti accessori dal 1° gennaio 1996, tenendo presente che per i periodi di percezione della dell’indennità di CIG o CIGS andrà considerata la stessa retribuzione percepita all’atto del collocamento in cassa integrazione.

Qualora l’iscritto, successivamente al collocamento in cassa integrazione guadagni sia ordinaria che straordinaria, continui a prestare attività lavorativa con obbligo di iscrizione all’INPDAP, all’atto della definitiva cessazione, la pensione verrà liquidata secondo le regole generali tenendo presente che, qualora il periodo inerente la CIG o CIGS ricada nel c.d. periodo di riferimento, per la determinazione della quota B) di pensione andrà presa in considerazione la stessa retribuzione percepita all’atto del collocamento in cassa integrazione guadagni ordinaria e straordinaria.

La presente nota operativa è diramata d’intesa con la Direzione Centrale Previdenza.


IL DIRIGENTE GENERALE

(Dr. Stefano Ugo QUARANTA)

(f.to Stefano Quaranta)