REPUBBLICA ITALIANA

IN NOME DEL POPOLO ITALIANO

Il Consiglio di Stato in sede giurisdizionale (Sezione Sesta) ha pronunciato la seguente



DECISIONE

Numero 4081/2009

sul ricorso in appello n. 4819 del 2007 proposto da Licheri Sergio, rappresentato e difeso dagli avvocati Marco Prosperetti, Federico Tedeschini, Domenico Tomassetti e Pierluigi Giammaria e elettivamente domiciliati presso lo studio del primo in Roma, via Pierluigi da Palestrina n.19,

contro

• l’Istituto Superiore di Sanità, in persona del rapprentante legale p.t., rappresentato e difeso dagli avvocati Antonio Vallebona e Francesco Saverio Marini ed elettivamente domiciliato presso lo studio del primo in Roma, via dei Monti Parioli n.48;

• il Ministero del lavoro, della salute e delle politiche sociali, in persona del Ministro p.t., rappresentato e difeso dall’Avvocatura generale dello Stato, presso i cui uffici è per legge domiciliato in Roma, via dei Portoghesi n.12;

per l’annullamento,

previa sospensione dell’esecuzione, della sentenza del Tribunale amministrativo del Lazio, Roma, Sezione III quater n. 3169/2007 del 12/4/2007, resa tra le parti;


visto il ricorso in appello con i relativi allegati;

visti gli atti di costituzione in giudizio dell’Istituto superiore della sanità e del Ministero appellato; viste le memorie prodotte dalle parti a sostegno delle rispettive difese; visti gli atti tutti della causa;

alla pubblica udienza del 24 marzo 2009, relatore il Consigliere Domenico Cafini, uditi l’avv. Giammaria l’avv. Corea per delega dell’avv. Marini e l’avv. Dello Stato Tortora;

ritenuto e considerato in fatto e in diritto quanto segue: FATTO E MOTIVI DELLA DECISIONE

1. Con la sentenza in epigrafe specificata, resa in forma semplificata ai sensi dell’art. 26, comma 5, della legge n. 1034/1971, il TAR del Lazio ha dichiarato inammissibile per difetto di giurisdizione il ricorso proposto dal dott. Sergio Licheri, avverso del provvedimento di decadenza dalla sua nomina a direttore generale dell’Istituto Superiore di Sanità (I.S.S.), ritenendo spettante la cognizione della controversia al Giudice ordinario in funzione di Giudice del lavoro; e ciò dopo avere rilevato che:

• l’impugnata delibera dell’I.S.S. In data 14.2.2007 era collegata con comportamenti (missioni all’estero non autorizzate, indebite assunzioni e non consentiti affidamenti di incarichi dirigenziali, ecc.) i quali attenevano a profili di gestione del rapporto individuale di lavoro e non ad aspetti riconducibili ad un interesse pubblico;

• dagli artt. 4, 5 e 8 del D.P.R. n.70/2001, emergeva che il direttore generale, pur essendo un organo dell’I.I.S., non aveva poteri di rappresentanza ed era legato al detto Istituto da un rapporto di lavoro regolato con “contratto di diritto privato” (impianto confermato dal D.P.R. n. 42/2007);

• l’art. 63 del D.Lgs. 165/2001, demandava al Giudice ordinario le controversie in materia di conferimento, di revoca e di responsabilità degli incarichi dirigenziali;

• l’orientamento in materia della giurisprudenza era fermo nell’attribuire la giurisdizione all’A.G.O. (cfr., in particolare, Cass. SS.UU. n. 14252 del 7.7.2005 ed anche Cass. SS.UU. n. 13528 del 12.6.2006; n. 10207 del 26.6.2003; n. 2065703 e C.Cost. n. 11/2002), sicchè non si ravvisavano nella specie reali ragioni per discostarsi dall’ indirizzo anzidetto.

1.1. Avverso tale sentenza ha interposto l’odierno appello il dott. Licheri, sostenendo, in sintesi, la natura pubblicistica del proprio rapporto di impiego in conseguenza dell’avvenuta nomina con decreto ministeriale.

Questi, comunque, gli specifici motivi formulati nell’appello stesso:

I) sussistenza nella specie della giurisdizione del Giudice amministrativo;

II) insufficienza, parzialità e contraddittorietà della sentenza in ordine alla giurisdizione;

III) violazione del D.P.R. n.70/2001, della legge n.241/1990 e dei principi vigenti in materia di tutela del contraddittorio e del “contrarius actus” nei procedimenti amministrativi; eccesso di potere per illogicità, errata valutazione dei presupposti, carenza di istruttoria, perplessità, contraddittorietà, difetto di motivazione; sintomi di sviamento di potere;

IV) violazione del D.P.R. n.70/2001, della legge n.241/1990 e dei principi vigenti in materia di tutela del contraddittorio e del “contrarius actus” nei procedimenti amministrativi; violazione e falsa applicazione del vigente CCNL dirigenza Area I; eccesso di potere per illogicità, errata valutazione dei presupposti, carenza di istruttoria, perplessità, contraddittorietà, difetto di motivazione; sintomi di sviamento di potere;

V) violazione del D.P.R. n.70/2001, del D.Lgs. n.165/2001, della legge n.241/1990 e dei principi vigenti in materia di tutela del contraddittorio ee del “contrarius actus” nei procedimenti amministrativi; violazione e falsa applicazione del vigente CCNL dirigenza Area I; eccesso di potere per illogicità, errata valutazione dei presupposti, carenza di istruttoria, perplessità, contraddittorietà, difetto di motivazione; sintomi di sviamento di potere;

Nelle conclusioni l’appellante ha chiesto pertanto l’annullamento della sentenza impugnata, con ogni consequenziale provvedimento.

Il Ministero e l’Istituto appellati si sono costituiti in giudizio e con articolate memorie hanno replicato ai rilievi mossi nel gravame, concludendo per la loro infondatezza.

Alla camera di consiglio del 10 luglio 2007 l’istanza incidentale di sospensione è stata respinta.

1.2. La causa, infine, è stata assunta in decisione, su concorde richiesta delle parti, alla pubblica udienza del 24 marzo 2009.

2. Va preliminarmente rilevato che il difensore dell’appellante ha depositato, all’odierna udienza, copia dell’attestazione del Tribunale di Roma, Sezione IV- Lavoro, in data 14.5.2008, dalla quale emerge che (nella stessa data) è stato pronunciato, nella causa (n.1049/08 R.Gen) vertente tra Licheri Sergio e Istituto Superiore di Sanità, il dispositivo n.8450/08, avente il seguente tenore: ”ogni diversa istanza, eccezione e deduzione respinta, rigetta il ricorso; condanna Licheri Sergio a rifondere all’Istituto Superiore di Sanità le spese di lite che vengono liquidate in Euro 5000, 00, oltre iva e cpa”.

2.1. Ciò premesso, deve osservare il Collegio che sulla controversia oggetto del ricorso in esame è già intervenuta la pronuncia dell’A.G.O., che ha evidentemente ritenuto sussistente nella specie la propria giurisdizione.

Il che conferma la correttezza della pronuncia del TAR del Lazio sopra menzionata, che ha declinato la propria giurisdizione anche alla stregua della richiamata giurisprudenza; pronuncia che, pertanto, va nella presente sede confermata, non potendosi in ogni caso condividere la tesi dell’appellante, laddove sostiene che il suo rapporto di impiego sarebbe sorto con il decreto del Ministro.

E ciò in quanto tale decreto non ha instaurato alcun rapporto di impiego (sorto invero esclusivamente per effetto della stipula di apposito contratto di diritto privato, in mancanza del quale nessun rapporto sarebbe potuto nascere), sulla base anche dell’art.8 del D.P.R. 20.1.2001 n.70, concernente il regolamento dell’I.I.S., da cui può evincersi che, una volta intervenuto il D.M. Di nomina, ad opera del Ministro, del direttore generale dell’I.I.S., il rapporto tra le parti prosegue esclusivamente sul piano del mero diritto privato.

L’assunto del ricorrente secondo cui, sulla base dell’invocato principio del “contrarius actus”, anche il licenziamento, così come l’atto di nomina, debba operarsi con decreto ministeriale è dunque privo di pregio, giacchè l’I.S.S. Gode di larghissima autonomia e l’intervento del Ministro nel procedimento, come evidenziato dalla difesa erariale, in tanto sussiste in quanto espressamente previsto da una norma, sicché, avvenuta l’assunzione (con la stipula di un contratto di diritto privato), nessun ulteriore intervento del Ministro è previsto proprio perché il rapporto è di diritto privato e quindi vige la piena autonomia dell’I.I.S., operante attraverso i propri organi di amministrazione.

2.2. Il ricorso in esame va pertanto respinto e, per l’effetto, la gravata pronuncia di inammissibilità per difetto di giurisdizione va confermata.

Le spese del giudizio, in relazione alla particolarità della controversia, possono essere compensate tra le parti.

P.Q.M.

Il Consiglio di Stato in sede giurisdizionale (sezione sesta), definitivamente pronunciando sul ricorso in epigrafe, lo respinge.

Spese compensate.

Ordina che la presente decisione sia eseguita dall’Autorità amministrativa.

Così deciso in Roma, nella camera di consiglio del 24 marzo 2009, con l’intervento dei signori: Giovanni Ruoppolo Presidente

Rosanna De Nictolis Consigliere

Domenico Cafini Consigliere, est.

Roberto Chieppa Consigliere

Bruno Rosario Polito Consigliere


Presidente

Giovanni Ruoppolo

Consigliere Segretario

Domenico Cafini Giovanni Ceci





DEPOSITATA IN SEGRETERIA


il...19.06.2009

(Art. 55, L.27/4/1982, n.186)

Il Direttore della Sezione

Maria Rita Oliva




CONSIGLIO DI STATO

In Sede Giurisdizionale (Sezione Sesta)


Addì...................................copia conforme alla presente è stata trasmessa


al Ministero..............................................................................................


a norma dell’art. 87 del Regolamento di Procedura 17 agosto 1907 n.642


Il Direttore della Segreteria