REPUBBLICA ITALIANA

IN NOME DEL POPOLO ITALIANO

LA CORTE DEI CONTI

SEZIONE GIURISDIZIONALE

PER LA REGIONE LOMBARDIA

(Sentenza 27 maggio 2004 n° 775)

 

 

in composizione monocratica ai sensi dell’articolo 5 della legge 21 luglio 2000, n.205, nella persona del dr. Massimiliano Atelli;

VISTI il regio decreto 13 agosto 1933, n.1038; il decreto-legge 15 novembre 1993, n.453, convertito dalla legge 14 gennaio 1994, n.19; gli articoli 5 e 9 della legge 21 luglio 2000, n.205;

VISTO il ricorso e tutti gli altri documenti di causa;

UDITA la relazione del giudice monocratico;

ha pronunziato nella pubblica udienza del giorno 19.2.2004 la seguente

 

SENTENZA

 

nel giudizio iscritto al n. 2476 proposto con ricorso da P.M. elettivamente domiciliata c/o  A.P.R.,

 

RICORRENTE

Avverso

 

I.N.P.D.A.P., in persona del legale rapp.te p.t.

RESISTENTE

 

SVOLGIMENTO DEL PROCESSO

 

1. Con ricorso depositato in data 27.12.1993, la parte ricorrente, collocata a riposo dal 1.9.1990, chiedeva che venisse riliquidata la buonuscita computandovi l’indennità integrativa speciale, con aggiunta di interessi e svalutazione monetaria.

Con memoria depositata in data 30.1.2004, si costituiva in giudizio l’I.N.P.D.A.P., eccependo che la comunicazione di fissazione dell’udienza le è stata notificata in violazione del termine di 60 gg. di cui all’art. 6, comma 3, della l. n. 19/1994.

All’udienza dell’19.2.2004, le parti costituite e presenti concludevano come da verbale e la causa veniva trattenuta in decisione.

 

MOTIVI DELLA DECISIONE

 

1. Preliminarmente, deve darsi atto dell’avvenuta rinuncia del comparso convenuto all’istanza di rinnovo della notifica dell’avviso di cui all’art. 6, comma 3, della l. n. 19/1994. Il dedotto vizio deve pertanto ritenersi sanato.

2. Sempre in via preliminare, si deve peraltro rilevare il difetto di giurisdizione di questa Corte in ordine alla domanda proposta dalla ricorrente. Difatti, oggetto esclusivo della stessa è il diritto al computo dell’indennità integrativa speciale nell’ambito delle somme dovute a titolo di liquidazione della buonuscita, provvedimento relativo alla fase finale del rapporto di impiego e, dunque, estraneo alla materia pensionistica inerente invece il periodo successivo alla cessazione del rapporto di impiego (in ordine alla quale sussiste la giurisdizione di questa Corte).

In tal senso, si richiama la sentenza n.1569 del 30 novembre 2000 di questa sezione giurisdizionale, che afferma l’insussistenza della “giurisdizione della Corte dei conti in ordine alla richiesta di riliquidazione, ai sensi della legge n.87/1994, dell’indennità di buonuscita comprensiva della quota di indennità integrativa speciale, materia ora devoluta al giudice ordinario ai sensi dell'art.68 del d.lgs.n.29/1993, come modificato dall'art.18 del d.lgs.n.80/1998”.

3. In considerazione di quanto disposto dall’art.152 delle disposizioni di attuazione del codice di procedura civile, ritenuto applicabile al presente giudizio ai sensi dell’art.26 del regio decreto 13 agosto 1933, n.1038, appaiono sussistenti giusti motivi per la compensazione tra le parti delle spese di lite.

 

P.Q.M.

 

la Corte dei conti - Sezione giurisdizionale per la regione Lombardia, definitivamente pronunziando, ogni contraria istanza ed eccezione reiette, dichiara il proprio difetto di giurisdizione in ordine alla domanda come in atti proposta e compensa tra le parti le spese di lite.

Così deciso in Milano il giorno 19.2.2004.

IL GIUDICE               

(dr. Massimiliano Atelli)

Pubblicata mediante deposito in Segreteria 27 maggio 2004

Il Dirigente

 

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