LA CORTE SUPREMA DI CASSAZIONE                  

SEZIONE TRIBUTARIA                         


Composta dagli Ill.mi Sigg.ri Magistrati:                           

Dott. ALTIERI     Enrico                          -  Presidente   - 

Dott. CARLEO      Giovanni                        -  Consigliere  - 

Dott. PARMEGGIANI Carlo                           -  Consigliere  - 

Dott. DIDOMENICO  Vincenzo                   -  rel. Consigliere  - 

Dott. GIACALONE   Giovanni                        -  Consigliere  - 


ha pronunciato la seguente: sentenza                                       


sul ricorso 26121/2006 proposto da:


MINISTERO  DELL'ECONOMIA  E  FINANZE  - ricorrenti -


contro


F.P.,  - controricorrente -       


Fatto


Il Ministero dell'Economìa e delle Finanze in persona del ministro pro tempore e l'Agenzia delle Entrate in persona del Direttore pro tempore hanno proposto ricorso per cassazione avverso la sentenza della Commissione Regionale della Campania dep. il 10/08/2005 che aveva, rigettando l'appello dell'ufficio, confermato la sentenza della CTR di Napoli che aveva accolto il ricorso di F. P. avverso il silenzio rifiuto in ordine alle istanze di rimborso sulle ritenute IRPEF relative alle indennità di trasferta quale ispettore del lavoro per gli anni 1999-2002.

La CTR aveva ritenuto la natura risarcitoria e pertanto la intassabilità della indennità in questione.

Il ricorrenti pongono a fondamento del ricorso la violazione di legge.

Il contribuente ha resistito con controricorso. La causa è stata rimessa alla decisione in pubblica udienza da quella in camera di consiglio.


Diritto


Preliminarmente deve essere rilevata la inammissibilità del ricorso proposto dal Ministero, che non era parte nel giudizio di appello dal quale doveva intendersi tacitamente estromesso perché iniziato dopo il 01/01/2001, e, pertanto, dopo l'entrata in funzione delle Agenzie delle Entrate (Cass. SS.UU. 3116/2006, 3118/2006).

Con l'unico articolato motivo i ricorrenti deducono violazione del D.P.R. n. 917 del 1986, art. 17 comma 2, art. 16, e art. 17, comma 4 bis, del cit. T.U.I.R. ratione temporis vigente per avere ritenuto la nature risarcitoria e non retributiva delle superiori indennità.

Questa Corte (Cass. n. 14291/2009; n. 12178/2009), nelle ultime decisioni, ha osservato che sul tema del regime di tassazione delle somme corrisposte, in via forfettaria, agli ispettori del lavoro in occasione dell'espletamento di incarichi fuori sede, nella giurisprudenza della Corte si riscontrano orientamenti non uniformi:

da un lato, infatti, si è affermata la natura puramente risarcitoria delle somme anzidette, con conseguente esclusione della loro assoggettabilità alla ritenuta IRPEF (Cass. nn. 5081 del 1999, 9107 del 2002 e n. 21517 del 2006); dall'altro, si è ritenuta la piena assimilabilità di tali erogazioni all'indennità di trasferta, con applicazione del regime di tassazione stabilito per quest'ultima dal comma 4, poi divenuto 5^, a seguito della sostituzione operata dal D. Lgs. n. 314 del 1997, art. 3, e del D.P.R. n. 917 del 1986, art. 48, (Cass. nn. 13843 del 2004, 132 e 6518 del 2006, 2833 del 2007 ed altre); infine, in altra occasione, pur aderendo a quest'ultimo indirizzo, è stata censurata l'insufficiente motivazione della sentenza impugnata in ordine all'accertamento in concreto della natura delle somme percepite (Cass. n. 1798 del 2005). Anche questo Collegio ritiene di aderire e dare continuità al secondo, ormai ampiamente prevalente, indirizzo, il quale ha anche il pregio di evitare disparità di trattamento nell'ambito della stessa categoria di lavoratori sulla base della qualificazione di volta in volta attribuita alle somme in questione dal giudice di merito. Nel dettare il D.P.R. n. 917 del 1986, art. 48, comma 4, e le sue successive modificazioni (e già prima il D.P.R. n. 597 del 1973, art. 48), il legislatore ha avuto l'evidente intenzione di stabilire, in via generale e forfettaria, i limiti quantitativi entro i quali le somme corrisposte al lavoratore a titolo di indennità di trasferta (caratterizzata, secondo il diritto lavoristico, dal mutamento temporaneo del luogo di esecuzione della prestazione, nell'interesse e su disposizione unilaterale del datore di lavoro) siano esenti da tassazione ed oltre i quali, invece, le stesse concorrono alla formazione del reddito: partendo, cioè, dalla natura mista di detta indennità, destinata in parte a rimborsare il lavoratore delle spese sostenute ed in parte a remunerarlo del maggiore disagio derivante dalla trasferta (cfr. Cass. n. 10249 del 1991), il legislatore ha introdotto, nell'esercizio della sua discrezionalità (con scelta certamente non irragionevole), una minuziosa disciplina della materia per ciascuna tipologia di trasferta (nell'ambito del territorio comunale, fuori del territorio comunale, all'estero), stabilendo, a seconda dei casi, distinte soglie di intassabilità, anche nell'ipotesi di rimborso analitico delle spese sostenute dal lavoratore. Ne deriva che le somme corrisposte agli ispettori del lavoro per le ispezioni effettuate fuori sede, a prescindere dalla qualificazione adottata dal giudice di merito ("indennità di trasferta", "rimborso spese forfettario", "rimborso spese" in genere), devono in ogni caso ritenersi riconducibili all'istituto dell'indennità di trasferta e, pertanto, soggette al regime di tassazione per questo dettato, ratione temporis, prima dal D.P.R. n. 917 del 1986, art. 48, comma 4, - come modificato dal D.L. n. 41 del 1995, art. 33, comma 3, convertito nella L. n. 85 del 1995, poi, a decorrere dal 1 gennaio 1998, dallo stesso D.P.R., art. 48, comma 5, nel testo sostituito dal D. Lgs n. 314 del 1997, art. 3, (v., ora, nuovo T.U.I.R., art. 51, comma 5, introdotto dal D. Lgs n. 344 del 2003, art. 1).

In conclusione, il ricorso va accolto nei limiti sopra specificati, la sentenza impugnata deve essere cassata e la causa rinviata ad altra sezione della Commissione tributaria regionale della Campania, la quale procederà a nuovo esame della controversia, uniformandosi al principio di diritto sopra enunciato, oltre a provvedere in ordine alle spese anche del presente giudizio di legittimità.


P.Q.M.


LA CORTE SUPREMA DI CASSAZIONE Dichiara inammissibile il ricorso del Ministero e compensa le relative spese; accoglie il ricorso dell'Agenzia, cassa la sentenza impugnata e rinvia, anche per le spese, alla CTR della Campania.

Così deciso in Roma, nella Camera di consiglio della Sezione Tributaria, il 27 ottobre 2010.

Depositato in Cancelleria il 29 dicembre 2010