LA CORTE SUPREMA DI CASSAZIONE

SEZIONE TRIBUTARIA


Composta dagli Ill.mi Sigg.ri Magistrati:                           


Dott. ALTIERI     Enrico                          -  Presidente   - 


Dott. SOTGIU      Simonetta                       -  Consigliere  - 


Dott. PARMEGGIANI Carlo                           -  Consigliere  - 


Dott. POLICHETTI  Renato                     -  rel. Consigliere  - 


Dott. SCARANO     Luigi Alessandro                -  Consigliere  - 


ha pronunciato la seguente: sentenza                                       


sul ricorso proposto da:


COMUNE   DI  ORTUCCHIO,  in  persona  del  Sindaco            F.M.,  rappresentato  e  difeso giusta delibera  della  Giunta  Comunale  e procura   a   margine  dei  ricorso  dall'avv.   Renato   Simone   ed elettivamente  domiciliato  in  Roma,  presso  lo  studio   dell'avv.  Giuseppe Corapi in via Pietro Borsieri n. 3;


contro


F.Q.,  rappresentata e difesa dagli  avvocati  Petrella Mari   e   Paolo  Di  Cesare,  ed  elettivamente  domiciliata  presso quest'ultimo in Benedetto dei Marsi (AQ), via Tripoli n. 3;


avverso  la  sentenza  n. 80 emessa dalla Commissione  Tributaria  di L'Aquila depositata il 28.11.2005;


udita la relazione del Consigliere Dr. Renato Polichetti;


udite  le  conclusioni  del  P.G.  Abbritti  Pietro  che  ha  chiesto l'accoglimento dei ricorso.

                

FATTO


La contribuente F.Q. proponeva ricorso avverso avvisi di accertamento in rettifica ed irrogazione sanzioni per ritardato, omesso o parziale pagamento della TOSAP, relativi agli anni 1999, 2000 e 2001, emessi dal Comune di Ortucchio, che contestava alla ricorrente l'occupazione di un'area che il Comune stesso riteneva di sua proprietÓ.

La ricorrente sosteneva invece che le aree predette dovevano considerarsi di proprietÓ‡ del Demanio dello Stato, con conseguente illegittimitÓ degli atti impugnati.

Resisteva il Comune di Ortucchio, deducendo che le aree oggetto degli accertamenti TOSAP impugnati dovevano considerarsi di proprietÓ‡ comunale, per cui la ricorrente, occupando le stesse abusivamente, era obbligata al pagamento della relativa tassa.

La Commissione Tributaria Provinciale, sulla scorta di una CTU da essa disposta, che affermava essere le aree di proprietÓ‡ comunale, rigettava il ricorso. Propoeva appello la contribuente, affermando che la proprietÓ‡ dei beni da essa occupati non faceva capo al Comune di Ortucchio.

Chiedeva pertanto, in accoglimento del suo gravame, l'annullamento degli accertamenti impugnati.

Il Comune di Ortucchio depositava memoria con cui, rinnovando le difese esposte in primo grado, chiedeva il rigetto dell'appello della contribuente.

La Commissione Tributaria Regionale riteneva fondato,l'appello della contribuente.

Invero la consulenza tecnica d'ufficio espletata in primo grado, che riteneva i beni di proprietÓ‡ del Comune di Ortucchio, deve essere disattesa, in quanto fondata esclusivamente sui dati catastali, dati insufficienti, come ╦ noto, a provare con certezza l'appartenenza di un bene immobile.

Pertanto, in mancanza di elementi certi ed idonei a stabilire a quale Ente pubblico spetti la proprietÓ‡ delle aree oggetto della contestazione, deve ritenersi non dimostrato il presupposto della tassa richiesta con gli avvisi impugnati.

Avverso la suddetta sentenza proponeva ricorso il Comune di Ortucchio deducendo il vizio ex art. 360 c.p.c., comma 5, nonchÚ insufficiente ed illogica motivazione.

Proponeva controricorso F.Q., che evidenziava la correttezza, a suo dire della motivazione della sentenza oggetto di ricorso, e chiedeva il rigetto del ricorso con condanna alle spese del Comune ricorrente.

Il ricorso Ŕ fondato.

Come stabilito dalla giurisprudenza di questa Corte: "La tassa per l'occupazione di spazi ed aree pubbliche (TOSAP) presuppone unicamente, ai sensi del D. Lgs 15 novembre 1993 n. 507, art. 38, il fatto oggettivo dell'occupazione, a qualsiasi titolo (ed anche senza titolo), di spazi ed aree del demanio o del patrimonio indisponibile dei comuni e delle province e trova la sua "ratio" nell'utilizzazione che il singolo faccia, nel proprio interesse, di un suolo altrimenti destinato all'uso delle generalitÓ‡ dei cittadini, mentre resta del tutto irrilevante l'eventuale atto di concessione, atteso che l'imposizione colpisce anche le occupazioni senza titolo" (Cass. 29.07.2009 n. 17591).

Orbene nel caso in esame con una singolare motivazione La Commissione Tributaria Regionale dell'Aquila ha ritenuto che i dati catastali non fossero di per s╦ soli idonei a dimostrare a chi appartenessero gli immobili. Aggiungasi inoltre che la Consulenza tecnica contrariamente a quanto ritenuto dai secondi giudici non si base esclusivamente sui dati catastali, ma anche su sopralluoghi ed indagini specifiche effettuate dal Consulente d'ufficio.

Pertanto il ricorso deve essere accolto la sentenza cassata, con rinvio ad altra sezione della Commissione Tributaria Regionale dell'Abruzzo che dar‡ attuazione al principio sopra riportato, dopo averne verificato la sussistenza dei presupposti.

P.Q.M.

La Corte accoglie il ricorso cassa la sentenza e rinvia anche per le spese ad altra sezione della Commissione Tributaria Regionale dell'Abruzzo.

Cosý deciso in Roma, nella Camera di consiglio, il 28 aprile 2010.

Depositato in Cancelleria il 29 dicembre 2010