LA CORTE SUPREMA DI CASSAZIONE
SEZIONE SESTA CIVILE
SOTTOSEZIONE L

Sentenza 20.6.2012 N. 10280


Composta dagli Ill.mi Sigg.ri Magistrati:                           

Dott. BATTIMIELLO Bruno                             -  Presidente   -

Dott. DE RENZIS   Alessandro                        -  Consigliere  -

Dott. LA TERZA    Maura                        -  rel. Consigliere  -

Dott. TOFFOLI     Saverio                           -  Consigliere  -

Dott. MAMMONE     Giovanni                          -  Consigliere  -


ha pronunciato la seguente: ordinanza sul ricorso 30050-2010 proposto da:


vari  - ricorrenti -


contro


CASSA  NAZIONALE  di  PREVIDENZA e ASSISTENZA A  FAVORE  dei  DOTTORI

COMMERCIALISTI,  - controricorrente -

 

avverso  la  sentenza  n. 3381/2009 della CORTE  D'APPELLO  di  ROMA, depositata il 12/12/2009;

udita  la relazione della causa svolta nella camera di consiglio  del 29/02/2012 dal Consigliere Relatore Dott. MAURA LA TERZA;

è presente il P.G. in persona del Dott. MAURIZIO VELARDI.

                

Fatto


Con la sentenza impugnata la Corte d'appello di Roma, riformando la statuizione di primo grado, rigettava la domanda proposta da S.C. ed altri nei confronti della Cassa Nazionale Previdenza Assistenza Dottori Commercialisti, per la declaratoria di illegittimità dell'applicazione, da parte della Cassa, del contributo di solidarietà sulle pensioni in godimento;

Avverso detta sentenza i soccombenti ricorrono con due motivi, la Cassa resiste con controricorso;

Letta la relazione resa ex art. 380 bis cod. proc. civ. di manifesta fondatezza del ricorso;

Ritenuto che i rilievi di cui alla relazione sono condivisibili;

Va preliminarmente rigettata l'eccezione di tardività del ricorso, giacchè la sentenza impugnata venne pubblicata il 12 dicembre 2009 ed il ricorso fu consegnato all'ufficiale giudiziario per la notifica il 10 dicembre 2010;

Questa Corte ha infatti già deciso la questione con la sentenza n. 25212 del 30/11/2009, con cui si è affermato "In materia di trattamento previdenziale, gli enti previdenziali privatizzati (nella specie, la Cassa Nazionale di Previdenza e Assistenza dei Dottori Commercialisti) non possono adottare - in funzione dell'obbiettivo di assicurare l'equilibrio di bilancio e la stabilità della gestione - atti o provvedimenti che, lungi dall'incidere sui criteri di determinazione del trattamento pensionistico, impongano una trattenuta (nella specie, un contributo di solidarietà) su un trattamento che sia già determinato in base ai criteri ad esso applicabili, dovendosi ritenere tali atti incompatibili con il rispetto del principio del "pro rata" - che è stabilito in relazione "alle anzianità già maturate", le quali concorrono a determinare il trattamento medesimo - e lesivi dell'affidamento dell'assicurato a conseguire una pensione di consistenza proporzionale alla quantità dei contributi versati".

Il ricorso va quindi accolto e la sentenza impugnata va cassata con rinvio alla medesima Corte d'appello di Roma in diversa composizione anche per le spese del presente giudizio.


P.Q.M.


La Corte accoglie il ricorso, cassa la sentenza impugnata e rinvia, anche per le spese, alla Corte d'appello di Roma in diversa composizione.

Così deciso in Roma, il 29 febbraio 2012.

Depositato in Cancelleria il 20 giugno 2012