CORTE d'APPELLO di Roma

Sentenza 18 aprile 2007

Corte di Appello di Roma, Sentenza 18 aprile 2007: "Potestà dei genitori ed affido condiviso del figlio minore"


(omissis)

Svolgimento del processo


Il Tribunale di Velletri, dopo aver pronunciato con sentenza non definitiva del 10/9/2003 lo scioglimento del matrimonio contratto da R.M. e S.P., con successiva sentenza in data 19/11/2004 ha affidato la figlia L., congiuntamente ai genitori, con residenza alternata, nel periodo scolastico presso la madre a Nuoro e nel periodo estivo presso il padre a Velletri, ha stabilito che la figlia trascorra nei rispettivi periodi feriali dei genitori quindici giorni con ciascuno di essi ed ha posto a carico del M. un contributo al suo mantenimento di Euro 260,00 mensili, esonerandolo dal pagamento per i periodi di coabitazione con la figlia.


Il M. con ricorso ritualmente depositato e notificato ha proposto appello avverso la suddetta sentenza deducendone l'erroneità per avere disposto il collocamento della bambina secondo le modalità suindicate, senza tener conto della volontà dalla stessa, espressa nel corso del giudizio di primo grado, di voler vivere a Velletri con il padre. Ha chiesto pertanto che la Corte, previa sospensione dell'efficacia esecutiva della sentenza e audizione della minore, modifichi i provvedimenti relativi al collocamento della minore, adottando le conseguenti statuizioni di carattere economico.

La P. si è costituita in giudizio contestando il fondamento dell'appello e chiedendo in via incidentale che la Corte affidi la figlia in via esclusiva a lei in quanto l'affidamento congiunto in presenza di una elevata conflittualità tra lei ed il M. non può che avere riflessi negativi sulla figlia.


Ha precisato che la figlia è ben ambientata a Nuoro e che è condizionata e suggestionata dal padre, nel tentativo di questi di farla tornare a Velletri. Ha chiesto inoltre che la Corte determini a carico del M. un contributo al mantenimento della figlia di Euro 350,00 mensili da versarsi per l'intero anno, oltre all'obbligo di contribuire al pagamento delle spese straordinarie nella misura del 50%.

All'udienza del 23/6/2005, su richiesta dell'appellante, è stata sentita la minore L., che ha dichiarato di non trovarsi bene a Nuoro, di non andare d'accordo con la madre, la quale a suo dire le impedisce i contatti telefonici con il padre e con i compagni di scuola ed inoltre la lascia spesso sola in casa sia per ragioni di lavoro sia perché si reca in missione per motivi di religione, in quanto testimone di Geova. All'esito dell'audizione la Corte si è riservata di adottare una decisione e con ordinanza del 24/6/2005, preso atto del grave stato di disagio emerso dalle dichiarazioni della minore e dell'assenza in udienza della madre, ha disposto la convocazione delle parti. All'udienza del 14/7/2005 la Corte, dopo aver sentito le parti, si è riservata e con ordinanza dell'1/8/2005 ha dichiarato inammissibile l'istanza di sospensiva dell'appellante.


Con ricorso depositato il 17/10/2005 il M., dopo aver premesso che la figlia a seguito del periodo estivo trascorso con lui non ha più voluto tornare in Sardegna dalla madre ed ha espresso la volontà di rimanere a vivere a Velletri con il padre, ha chiesto che la Corte con provvedimento di urgenza disponga il collocamento di L. presso di lui, con i conseguenti provvedimenti economici a carico della madre per il mantenimento della figlia. All'udienza del 10/11/2005 fissata per la trattazione del ricorso di urgenza, la Corte, sentite le parti, si è riservata e con ordinanza dell'11/11/2005 ha disposto in via provvisoria ed urgente il collocamento di L. presso il padre, disponendo che gli incontri con la madre avvengano con regolarità e liberamente e affidando al Servizio Sociale l'incarico di seguire la vicenda, di intervenire a sostegno delle parti e della minore e di suggerire le più opportune modalità di affidamento e di frequentazione della minore con il genitore non affidatario, ha infine sospeso l'obbligo del M. di corrispondere alla P. l'assegno di mantenimento per la figlia, riservando al merito ogni decisione in ordine alle questioni economiche.


All'udienza del 2/3/2006, acquisita la relazione del Servizio Sociale e sentite le parti che hanno chiesto rinvio per deposito di note, la causa è stata rinviata confermando l'incarico al Servizio di vigilare sulla situazione del nucleo familiare. Nelle note difensive l'appellante ha chiesto la conferma del collocamento della figlia presso di sé e la previsione di un contributo al suo mantenimento a carico della madre e l'appellata si è rimessa alla decisione della Corte in ordine all'affidamento ed al collocamento della figlia ed ha precisato di non essere in condizione di versare un contributo economico per la figlia. Alla successiva udienza del 13/7/2006 la causa è stata rinviata per l'adesione dei difensori alla proclamata astensione dalle udienze ed all'udienza del 15/2/2007, sentiti i procuratori delle parti, è stata trattenuta in decisione.


Motivi della decisione


L'appello è fondato.


Le dichiarazioni rese in udienza da L. con estrema spontaneità hanno rivelato la condizione di grande disagio da lei vissuta rispetto alla convivenza con la madre, la propria insofferenza rispetto alle abitudini di vita della madre ed alle regole che a lei erano imposte. La minore ha manifestato con chiarezza e sincerità, così da escludere ogni dubbio circa eventuali condizionamenti da parte del padre, la propria ferma intenzione di vivere con lui, con il quale ha dichiarato di avere un buon rapporto e dal quale si sente compresa e sostenuta.


Lo stato d'animo ed i desideri di L., così come espressi nel corso della audizione dinanzi alla Corte, hanno trovato conferma nelle due relazioni elaborate dal Servizio Sociale del Comune di Velletri all'esito di diversi incontri con i due genitori e con la minore: il Servizio ha riscontrato il fermo intendimento di L. di rimanere a Velletri, luogo in cui ha un buon inserimento scolastico e sociale, insieme con il padre, con il quale ha un rapporto sereno, così come con la compagna del padre e le due figlie di quest'ultima, una delle quali è sua compagna di scuola. Lo stesso Servizio ha riferito in ordine alla volontà della minore di non essere affidata alla madre, con la quale ha diversi motivi di contrasto, determinati dal credo religioso della P. e dai ripetuti tentativi da parte di quest'ultima di coinvolgere la figlia nelle sue frequentazioni e di impedirle di avere contatti con gli amici ed i compagni di scuola. Tale situazione di conflitto si è nuovamente realizzata in occasione degli incontri avuti tra la madre e la figlia nel corso del 2006, per la tendenza della P. ad attrarre la figlia nel gruppo dei testimoni di Geova, cui ella aderisce, e ad ostacolare le sue richieste di partecipazione alle gite scolastiche in assenza di giustificati motivi, comportamenti questi che hanno indotto nella figlia il convincimento che la madre si disinteressi delle sue esperienze e delle sue effettive necessità. Il Servizio Sociale nell'ultima relazione del 16/6/2006 ha riferito di avere appreso dalla minore e dal padre che la madre non comunica mai tempestivamente i propri spostamenti ed i periodi in cui intende vedere la figlia, così da creare diversi problemi anche dal punto di vista organizzativo, ed ha ribadito la ferma volontà di L. di vivere con il padre.


Gli elementi fin qui esposti inducono a ritenere che l'affidamento congiunto di L. ai genitori non sia conforme al suo interesse in quanto non idoneo, allo stato attuale, a garantirle l'equilibrio e la serenità necessari per il suo sviluppo, anche alla luce della nuova normativa introdotta dalla L. n. 54/2006, che prevede quale regola generale quella dell'affido condiviso del figlio minore, salvo che questo si ponga in contrasto con il suo interesse (artt. 155 e 155 bis c.c.). Ad avviso della Corte sussistono nella specie le condizioni per derogare alla disciplina ormai ordinaria dell'affido condiviso non solo in virtù della conflittualità tra i due genitori e della distanza tra i rispettivi luoghi di residenza, che comunque renderebbero difficile una condivisione delle responsabilità ed una ripartizione pressocché paritaria dei compiti di accudimento, ma anche in relazione alla netta e decisa posizione della minore di rifiuto della convivenza con la madre, manifestata in modo chiaro, sincero e spontaneo e che in questo momento è opportuno assecondare, tenuto conto dell'età critica della ragazza che oggi ha quattordici anni, con l'auspicio che nel tempo, anche attraverso la doverosa e responsabile collaborazione di entrambi i genitori, la situazione possa trovare una positiva evoluzione e condurre ad un riavvicinamento tra la madre e la figlia, che appare quanto mai necessario al fine di una crescita sana di quest'ultima.


Per tali ragioni, in riforma della sentenza impugnata, deve essere disposto l'affidamento di L. al padre con la precisazione che ai sensi della nuova formulazione dell'art. 155 c.c. la potestà genitoriale sarà esercitata da entrambi i genitori, separatamente, nei rispettivi periodi di permanenza, per le questioni di ordinaria amministrazione, congiuntamente per le decisioni di maggiore interesse relative all'istruzione, all'educazione ed alla salute.


Per le medesime ragioni deve essere riformata anche la statuizione concernente il collocamento della minore dovendosi ritenere senza dubbio pregiudizievole per lei obbligarla, considerato il suo atteggiamento di rifiuto, a vivere a Nuoro con la madre e sradicarla dall'ambiente familiare, scolastico e sociale in cui è inserita già da tempo con benefici effetti sulla sua tranquillità, e deve quindi disporsi che L. viva nell'abitazione paterna in Velletri. E' tuttavia necessario che la minore incontri e frequenti regolarmente la madre per ricostituire con lei il legame che è venuto meno e che potrà essere recuperato attraverso il consapevole e attivo atteggiamento dei genitori che dovranno, in vista dell'esclusivo interesse di L., agevolare, favorire e stimolare le occasioni di incontro e le comunicazioni tra lei e la madre. La Corte ritiene necessario a tale scopo indicare i tempi e le modalità di permanenza che i genitori dovranno rigorosamente rispettare, segnalando agli stessi che essi hanno la facoltà, in ogni momento, di modificare ed ampliare consensualmente tali modalità, nel rispetto delle esigenze lavorative della madre e degli impegni di studio della figlia, tenendo sempre presente l'interesse primario di quest'ultima a consolidare il rapporto con la madre.

Pertanto la P. potrà vedere e tenere con sé la figlia con le seguenti modalità:


per due fine settimana al mese nel luogo di residenza della minore dal venerdì sera alla domenica sera;

per trenta giorni durante le vacanze estive, da concordate tra le parti entro il trenta maggio di ogni anno, che potranno essere trascorsi nel luogo di residenza della madre o altrove;


per sette giorni durante le vacanze natalizie, alternativamente dal 23 al 30 dicembre e dal 30 dicembre al 6 gennaio, nel luogo di residenza della madre o altrove;


per tre giorni durante le vacanze pasquali, comprensivi ad anni alterni del giorno di Pasqua o del Lunedì dell'Angelo, nel luogo di residenza della madre o altrove;


La Corte ritiene opportuno rappresentare alle parti la necessità di rispettare le prescrizioni imposte e di collaborare affinché siano attuati le modalità di affidamento ed i tempi di permanenza della figlia con entrambi i genitori e che in caso di gravi inadempienze o di atti che comunque arrechino pregiudizio alla minore od ostacolino il corretto svolgimento delle modalità dell'affidamento potranno essere adottati i provvedimenti, sanzionatoti di cui all'art. 709 ter c.c. (modifica in via di urgenza dell'affidamento e del collocamento, risarcimento dei danni, sanzione pecuniaria).

Deve essere confermato l'incarico al Servizio Sociale del Comune di Velletri, da svolgere di concerto con il Servizio Sociale del Comune di Nuoro cui l'incarico viene così esteso, di vigilare attentamente sulla situazione della minore e sui rapporti con entrambi i genitori, di porre in essere tutti gli interventi, che finora non sembra siano stati posti in essere, ritenuti necessari nell'interesse di L., fornendo a lei ed ai suoi genitori il necessario sostegno psicologico, allo scopo di controllare l'evolversi della situazione e di evitare che siano posti ostacoli da parte del padre o della madre alla ripresa dei contatti tra questa e la figlia.


La sentenza impugnata deve essere riformata anche con riguardo alla statuizione economica: deve infatti essere revocato l'obbligo del M. di corrispondere alla P. l'assegno per il mantenimento della figlia, che ormai vive stabilmente con lui, e deve essere sancito l'obbligo per la P. di contribuire al mantenimento della figlia, secondo un principio di carattere generale che impone ad ogni genitore di mantenere, educare ed istruire i figli, adempiendo a tale obbligazione in proporzione alle proprie sostanze e secondo la rispettiva capacità di lavoro professionale o casalingo (v. artt. 147 e 148 c.c.). Non può pertanto essere accolta la richiesta della P. di essere esonerata da ogni contributo al mantenimento della figlia, contributo che peraltro appare necessario non solo al fine del sostentamento materiale di L. ma, nella fattispecie, anche e soprattutto per dimostrare in concreto alla stessa L. l'interesse e la partecipazione della madre alla sua vita ed alle sue molteplici esigenze, sotto il profilo morale e materiale.


Quanto all'entità del contributo si osserva che la P. è dipendente del Ministero di Giustizia con la qualifica di operatore amministrativo ed una retribuzione annua lorda, nell'anno 2001 cui si riferisce l'ultimo mod. Cud. in atti, di Euro 18381,54, pari a circa Euro 15000,00 netti e quindi ad Euro 1200,00 circa mensili e che il M. è sottufficiale della Guardia di Finanza con un reddito annuo lordo nell'anno 2000 (v. ultimo Cud del 2001) di Euro 23457,37, pari a circa Euro 18105,00 e quindi a circa Euro 1500,00 mensili.


Considerati i rispettivi redditi delle parti, il fatto che la minore vivrà, almeno per il momento, prevalentemente con il padre con i conseguenti oneri a carico di quest'ultimo sia economici sia organizzativi e di accudimento in generale, infine la circostanza per cui la P. dovrà sostenere i costi dei viaggi e del soggiorno a Velletri per incontrare la figlia, la Corte ritiene equo stabilire in Euro 250,00 mensili il contributo che la P. dovrà versare al M. per il mantenimento della figlia, con decorrenza dal mese successivo alla data della presente decisione (aprile 2007) e con la rivalutazione monetaria annuale secondo gli indici Istat dall'aprile 2008, e prevedere l'obbligo della stessa di contribuire con la stessa decorrenza alle spese mediche, non coperte dal S.S.N., sportive, scolastiche e ricreative in genere nella misura del 50%, previamente concordate tra i genitori.


La natura e la delicatezza delle questioni esaminate, nonché il comportamento processuale della appellata, che non ha sostanzialmente insistito nella originaria richiesta di affidamento a sé della figlia, rimettendosi alla decisione della Corte, inducono a dichiarare interamente compensate tra le parti le spese di questo grado del giudizio.


P.Q.M.
La Corte definitivamente pronunciando sull'appello proposto da R.M. con ricorso depositato il 16/2/2005 avverso la sentenza del Tribunale di Velletri in data 19/11/2004 nei confronti di S.P. e sull'appello incidentale da questa proposto avverso la medesima sentenza con comparsa di costituzione e risposta, così provvede:


accoglie l'appello principale ed in riforma della sentenza impugnata affida la minore L.M. al padre;

dispone che L. viva con il padre e che la madre possa vederla e tenerla con sé con le seguenti modalità;

per due fine settimana al mese nel luogo di residenza della minore dal venerdì sera alla domenica sera;

per trenta giorni durante le vacanze estive, da concordare tra le parti entro il trenta maggio di ogni anno, nel luogo di residenza della madre o altrove;


per sette giorni durante le vacanze natalizie, alternativamente dal 23 al 30 dicembre e dal 30 dicembre al 6 gennaio, nel luogo di residenza della madre o altrove;


per tre giorni durante le vacanze pasquali, comprensivi ad anni alterni del giorno di Pasqua o del Lunedì dell'Angelo, nel luogo di residenza della madre o altrove;


la potestà genitoriale sarà esercitata da entrambi i genitori, separatamente, nei rispettivi periodi di permanenza, per le questioni di ordinaria amministrazione, congiuntamente per le decisioni di maggiore interesse relative all'istruzione, all'educazione ed alla salute;


conferma l'incarico al Servizio Sociale del Comune di Velletri, da svolgere di concerto con il Servizio Sociale del Comune di Nuoro cui l'incarico viene così esteso, di vigilare attentamente sulla situazione della minore e sui rapporti con entrambi i genitori, di porre in essere tutti gli interventi, che finora non sembra siano stati posti in essere, ritenuti necessari nell'interesse di L., fornendo a lei ed ai suoi genitori il necessario sostegno psicologico, allo scopo di controllare l'evolversi della situazione e di evitare che siano posti ostacoli da parte del padre o della madre alla ripresa dei contatti tra questa e la figlia;

dispone che la P. corrisponda al M. per il mantenimento della figlia la somma di Euro 250,00 mensili entro il giorno cinque di ogni mese, con decorrenza dal mese successivo alla data della presente decisione (aprile 2007) e con la rivalutazione monetaria annuale secondo gli indici Istat dall'aprile 2008, e contribuisca con la stessa decorrenza alle spese mediche, non coperte dal S.S.N., sportive, scolastiche e ricreative in genere nella misura del 50%, previamente concordate tra i genitori;

rigetta l'appello incidentale;


dichiara interamente compensate tra le parti le spese di questo grado del giudizio.


Si comunichi ai Servizi Sociali dei Comuni di Velletri e di Nuoro.


Così deciso il 7 marzo 2007 nella camera di consiglio della Corte d'appello di Roma sezione persona e famiglia.


Depositata in Cancelleria il 18 aprile 2007.