Ente Nazionale di Previdenza e di Assistenza

per i  Lavoratori dello Spettacolo

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SERVIZIO CONTRIBUTI E VIGILANZA

 

 

 

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   attività nel campo dello spettacolo

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Circolare   n.  12  del 5.3.2003

Protocollo n.   10  /CS

 

 

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Oggetto:

Sanzioni amministrative ex art. 35, commi 2 e 3, legge n. 689 del 1981 – Emissione delle ordinanze ingiunzioni – Sentenza della Corte di Cassazione n. 7524 del 22 maggio 2002.

 

 

Sommario

In base alla sentenza sopra citata, dal 1° gennaio 2001 non possono essere irrogate sanzioni amministrative nella forma tipizzata dell’ordinanza ingiunzione, pur se riferite ad omissioni contributive verificatesi od accertate in epoca anteriore alla predetta data.

 

            La legge 23 dicembre 2000, n. 388 "Disposizioni per la formazione del bilancio annuale e pluriennale dello Stato", pubblicata nel supplemento ordinario alla G. U.n. 302 del 29 dicembre 2000 ha disposto, all'art. 116, comma 12, che,"ferme restando le sanzioni penali, sono abolite tutte le sanzioni amministrative relative a violazioni in materia di previdenza e assistenza obbligatorie consistenti nell'omissione totale o parziale del versamento di contributi o premi o dalle quali comunque derivi l'omissione totale o parziale del versamento di contributi o premi, ai sensi dell'art. 35, commi 2 e 3, della legge 24 novembre 1981, n. 689, nonché a violazioni di norme sul collocamento di carattere formale".

            Sull’argomento l’Ente ha emanato la circolare n. 14 del 1° giugno 2001, nella quale, conformemente ai chiarimenti forniti dal Ministero del Lavoro e della Previdenza Sociale, con circolare n. 12 del 22 gennaio 2001 circa l'applicazione della nuova normativa, si affermava che l'abrogazione delle sanzioni amministrative entrava in vigore l'1 gennaio 2001, con riferimento agli adempimenti contributivi relativi alle retribuzioni corrisposte nel mese di dicembre 2000, restando confermata la procedura sanzionatoria amministrativa per le violazioni antecedenti a tale periodo per il principio tempus regit actum di cui all'art. 1, 2°comma, della Legge n. 689/81.

            Sulla materia la Corte di Cassazione si è recentemente pronunciata con la sentenza n. 7524 del 22 maggio 2002,che ha così statuito:

"In materia di illeciti amministrativi, l'adozione del principio di legalità, di irretroattività e di divieto di applicazione dell'analogia, risultante dall'art. 1 della legge n. 689 del 1981, comporta l'assoggettamento della condotta considerata alla legge del tempo del suo verificarsi, con conseguente inapplicabilità della disciplina posteriore più favorevole; pertanto l'art. 116 dodicesimo comma della legge n. 388 del 2000, che ha abolito tutte le sanzioni amministrative relative a violazioni in materia di previdenza e assistenza obbligatoria, non opera retroattivamente; tuttavia, poiché la norma fa riferimento non alle condotte, ma alla manifestazione della "potestas puniendi" della Pubblica Autorità, risultano rimosse le sanzioni amministrative relative ad infrazioni contestate dopo l'entrata in vigore della nuova legge ed è a tale momento, coincidente con l'emanazione dell'ordinanza-ingiunzione, che deve farsi riferimento per risolvere il problema dell'ambito temporale di applicabilità della nuova normativa".

            In relazione a quanto sopra esposto, l'Ente ritiene di doversi conformare alla sentenza in esame.

            Poichè la citata sentenza attribuisce rilevanza alla data di emissione dell'ordinanza-ingiunzione, quest'ultima sarà inefficace se emessa dopo l'entrata in vigore della legge n. 388 del 2000 (1° gennaio 2001).

            Da ciò discende non solo che non dovranno più essere emesse ordinanze per periodi contributivi successivi all'entrata in vigore della norma, ma anche per periodi contributivi anteriori e che, per le violazioni di cui ai commi 2 e 3 dell'art. 35 della legge n. 689 del 1981, non dovrà più procedersi alla redazione e alla notifica dei processi verbali di contestazione di illecito amministrativo.

            Le ordinanze ingiunzioni emesse a far data dal 1° gennaio 2001 e non ancora passate in giudicato, dovranno essere revocate d'ufficio a mezzo dell’ordinanza di archiviazione e, nell'ipotesi di pendenza di giudizio in opposizione, lo stesso dovrà essere abbandonato.

            Le somme per sanzioni amministrative richieste con ordinanze-ingiunzioni non opposte nei termini, dovranno essere riscosse in via amministrativa o attraverso l'iscrizione a ruolo.

            Si ricorda che rimangono in essere le sanzioni previste dall’articolo 35, comma 7, della legge n. 689 del 1981 per tutte le violazioni non connesse all'omesso o ritardato pagamento di contributi o premi, per le quali non sono variate le procedure di contestazione e riscossione.

 

 

IL DIRETTORE GENERALE

(Massimo Antichi)